SportdiPiù Magazine nasce e vive a Verona, ma guarda oltre ogni confine: il nostro cuore è veronese, mentre i nostri orizzonti superano i confini veneti e nazionali.
Lo sport, dai campi di quartiere alle grandi arene internazionali, è una rete continua di legami, percorsi che si incrociano e storie che partono da un territorio per arrivare lontano.
Da oltre diciotto anni raccontiamo lo sport locale con attenzione, rispetto e passione, valorizzando società, atleti, tecnici e tifosi che ogni giorno alimentano un tessuto sportivo unico. Ogni campo da gioco, però, ne apre idealmente un altro: quello globale. Una partita in provincia parla la stessa lingua di una finale mondiale; un allenamento in periferia condivide valori, sogni e sacrifici con chi insegue un traguardo dall’altra parte del pianeta.
Sul numero 106 proponiamo un articolo speciale che rappresenta pienamente la nostra visione globale: il viaggio di Luca Tommasi e del progetto Skyworker, protagonisti alla Tourist Trophy 2026.
La Tourist Trophy è molto più di una gara motociclistica: è una delle competizioni su strada più celebri e discusse al mondo. Si corre tradizionalmente sull’Isola di Man, lungo un circuito ricavato da strade normalmente aperte al traffico, tra muretti, case, cordoli e paesi attraversati a velocità impressionanti. È una prova estrema, in cui si intrecciano tradizione, coraggio, tecnologia e un legame fortissimo tra piloti, pubblico e territorio. Una corsa che ha scritto la storia del motociclismo e che continua, anno dopo anno, ad alimentare un immaginario fatto di rumore, vento in faccia e sfide ai propri limiti.
Skyworker, da Verona al cielo delle road races
Skyworker ha scelto di vivere e raccontare la TT 2026 non da spettatore distante, ma sulla strada, chilometro dopo chilometro, passo dopo passo.
È un racconto di moto e velocità, certo, ma soprattutto di persone, strade e connessioni: quelle che uniscono Verona all’Isola di Man, una rivista locale a un evento globale, il lettore al rombo di un motore che sfreccia a pochi metri da un muretto di pietra.
Perché lo sport, quando è raccontato con cura, è sempre questo: un viaggio che parte da casa e porta lontano, senza far dimenticare il punto di partenza e le tue origini.





