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Skyworker, da Verona al cielo delle road races

26 Giugno 2026 · 23:37

(a cura della redazione)

Il progetto Skyworker nasce a Verona dall’incontro tra due percorsi diversi ma complementari.
Da una parte c’è Luca Tommasi, cresciuto tra motorsport, musica e sensibilità del racconto. Dall’altra Madalin Chirichiu, colonna portante dell’intera struttura dal punto di vista operativo, logistico, documentale e tecnico.
Luca proviene da un piccolo paese di settecento abitanti, dove da bambino imparava a orientarsi nei boschi e a guidare la moto nei campi. La sua vera scuola è stata la strada delle gare: il Due Valli, la Caprino Spiazzi, gli slalom di montagna visti a bordo strada con il padre. Lì ha allenato gli occhi a leggere le traiettorie e l’orecchio a riconoscere i motori dal suono in lontananza, sviluppando una visione tecnica e narrativa della velocità fatta di ritmo, istinto e attenzione al dettaglio.
Prima di scoprire il volo, Luca ha vissuto per vent’anni sui palchi come musicista professionista. Quel periodo gli ha insegnato i rapporti umani, il rispetto dei ruoli, il business e soprattutto la gestione del tempo. Quando il settore musicale è crollato con il Covid, ha avuto il coraggio di ripartire da zero e di convogliare le sue passioni in una nuova forma di racconto per immagini.
Accanto a lui, spesso lontano dai riflettori, c’è sempre stato Madalin. Suo il lavoro silenzioso ma essenziale: gestione dei documenti, organizzazione logistica, preparazione delle attrezzature, controllo dei droni, gestione delle criticità in gara, costruzione delle relazioni sul campo. È la base solida che ha permesso a Skyworker di passare dall’idea alla struttura.

Dal territorio alle grandi gare: la crescita del progetto

Partito da Verona, Skyworker ha imparato a muoversi in contesti sempre più complessi: rally, autocross, cronoscalate, eventi internazionali. Tra le esperienze chiave c’è la collaborazione con IRT Motorsport, che ha portato numeri importanti e grande visibilità. Nel frattempo, il team ha continuato a lavorare durante la settimana su fotogrammetria e rilievi tecnici per studi professionali, agricoli ed edilizi, utilizzando gli stessi strumenti che poi, nei weekend, venivano messi al servizio del racconto del motorsport.
In una fase delicata di ripartenza, la prima realtà a credere concretamente nel progetto è stata Nuovamotociclidoro, che ha messo a disposizione due e bike indispensabili per muoversi velocemente tra boschi, colline, speciali di rally e tratti difficilmente raggiungibili con mezzi tradizionali nei tempi stretti delle gare. Quei mezzi hanno rappresentato il primo vero investimento esterno sulla visione di Skyworker.
Da lì è arrivata la svolta internazionale. SportdiPiù Magazine ha concesso gli accrediti per la leggendaria North West 200 in Irlanda del Nord. In pochi giorni il progetto è passato dal raccontare gare italiane a trovarsi dentro una delle road races più conosciute del mondo.
Appena rientrato a Verona il 12 maggio, Luca ha avuto il tempo di riordinare il minimo indispensabile prima di ripartire per la sfida successiva: il Tourist Trophy 2026 sull’Isola di Man.

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