(di Giuliana Guadagnini *) Negli ultimi anni, sempre più studi, casi clinici e anche la stampa hanno iniziato a mettere in evidenza come i disturbi del comportamento alimentare siano presenti anche in gruppi specifici di persone a rischio. Tra questi ci sono atleti, ballerini, modelli, modelle e celebrità coinvolte nell’industria dell’intrattenimento e dei media.
La principale linea di pensiero riguarda il legame tra la pressione socioculturale di conformarsi a un ideale di corpo molto magro anche implementato dai social e lo sviluppo di disturbi alimentari. Oltre a questa pressione generale, gli atleti possono essere soggetti a pressioni specifiche provenienti da sottoculture molto competitive, che li spingono a manipolare alimentazione e peso per migliorare le proprie prestazioni o il proprio aspetto estetico.
Questa pressione può essere particolarmente forte per chi compete in sport con restrizioni di peso molto rigide, , oppure per chi ha bisogno di un corpo magro ed agile o di un peso ridotto per motivi di performance o di immagine. Molti atleti e allenatori pensano che perdere peso e essere magri possa migliorare le prestazioni sportive. Tuttavia, quando la perdita di peso diventa troppo grave, le persone con disturbi alimentari sviluppano dei “sintomi da fame”, come quelli descritti da Keys e colleghi nel libro “The Biology of Human Starvation”.
Questi sintomi includono pensieri ossessivi sul cibo, preoccupazioni eccessive sull’alimentazione, irritabilità, cambiamenti di umore, problemi di sonno, isolamento sociale, debolezza, disturbi gastrointestinali, sensibilità al freddo, difficoltà di concentrazione e apatia.
Inoltre, i disturbi del comportamento alimentare vengono visti come comportamenti adattativi, cioè come tentativi di auto-terapia di fronte a situazioni di stress o minaccia. Sono come un modo tragico in cui la persona cerca di gestire uno stato di disagio, percependo il proprio appetito come una minaccia alla propria identità e alla propria integrità. Che tu sia genitore allenatore o atleta… ci hai mai pensato?
(* Psicoterapeuta)
Fotografia per gentile concessione di lifeandpeople.it





