Si è concluso con grande partecipazione il convegno “Come migliorare l’età biologica e vivere a lungo”, ospitato sabato 30 maggio al Centro Congressi DB Hotel di Sommacampagna, che ha riunito esperti del panorama medico, scientifico e socio-sanitario attorno al tema della longevità e dell’invecchiamento sano.
L’apertura dei lavori è stata affidata ad Alda Boccini, con una riflessione sul significato di vivere cent’anni in salute.
La prima sessione, moderata da Alessandro Lechi e Giorgio Pasetto, ha proposto un confronto multidisciplinare sul fenomeno della longevità.
Ottavio Bosello ha illustrato il concetto di longevità e il modello delle Blue Zones, mentre Giuseppe Sergi ha analizzato i fattori che favoriscono una vita più lunga.
Paola Tessitore ha approfondito le implicazioni socio-economiche di una popolazione sempre più longeva, Francesco Fantin ha affrontato il rapporto tra invecchiamento e malattia ed Elena Zoico ha parlato di inflammaging e stress ossidativo nei processi di invecchiamento.
Di particolare rilievo anche la lettura magistrale di Mauro Zamboni, dedicata alla sarcopenia, una delle principali sfide della medicina geriatrica moderna.

Nel pomeriggio la seconda sessione, moderata da Ottavio Bosello e Vincenzo Di Francesco, ha offerto spunti pratici sulle strategie per migliorare l’età biologica.
Mario Marchi ha ripercorso il sogno dell’umanità di allungare la vita, Eugenio Cavallo ha sottolineato il valore dell’attività fisica come vero e proprio farmaco naturale ed Ennio De Bartolomei ha presentato nuovi approcci alla prevenzione dell’invecchiamento.
Gloria Mazzali ha illustrato il ruolo dell’alimentazione e dei cibi anti-aging, mentre Marina Malena ha approfondito il tema della longevità cerebrale e della prevenzione del declino cognitivo.
Molto apprezzato anche l’intervento di Giorgio Pasetto, che ha evidenziato come il mantenimento della forza muscolare sia uno degli indicatori più importanti di salute e longevità, spesso più rilevante del semplice controllo del peso.
A chiudere il programma scientifico è stato Pasquale D’Autilia, con una riflessione sul ruolo del movimento e della promozione della salute nei contesti lavorativi.
Il convegno ha confermato che la longevità non è soltanto una questione di anni vissuti, ma soprattutto di qualità della vita, autonomia e benessere.
Il confronto tra specialisti ha offerto ai partecipanti strumenti utili per comprendere come alimentazione, attività fisica, prevenzione e stili di vita possano contribuire a migliorare l’età biologica e favorire un invecchiamento attivo e in salute.





