Editoriale

EDITORIALE #90 – Milano Cortina 2026: l’Italia vince unita dallo sport

17 Febbraio 2026 · 20:36

Mentre scrivo questo editoriale – e quando la rivista sarà tra le vostre mani – i Giochi Olimpici Invernali “Made in Italy” non si sono ancora conclusi. Tante medaglie sono ancora in palio, tante le sorprese che da qui a domenica 22 febbraio potranno emozionarci.
Eppure, alcune certezze sono già davanti agli occhi di tutti: il Team Italia è tra i più forti al mondo e gli sport invernali sanno essere spettacolari, avvincenti, capaci di conquistare il grande pubblico. Inoltre l’Italia, sportiva e non solo, quando la posta in gioco è alta non tradisce. Mai.
Non mi addentro in valutazioni extra sportive: ciò che accadrà dopo la chiusura delle Olimpiadi e Paralimpiadi – tra spese, investimenti, opere realizzate o incompiute e inevitabili polemiche – sarà oggetto di analisi nei prossimi mesi e anni. E dovrà esserlo con attenzione e onestà, affinché questo evento venga ricordato soprattutto per ciò che ha regalato di bello.
Tornando allo sport, da spettatore “da divano” posso dire che anche a livello televisivo la copertura della RAI è stata nel complesso soddisfacente: un palinsesto ben strutturato e commentato con professionalità eccezion fatta per la cerimonia di apertura commentata dall’inadatto direttore RaiSport Paolo Petracca, artefice di una imbarazzante (e non vado oltre…) telecronaca.

In pista, poi, è stata tutta un’altra musica: atleti e atlete ci hanno ricordato cosa significhi davvero competere, emozionare, cadere e rialzarsi.
Perché quando a parlare sono le performance, il talento e il sacrificio, il contorno scompare. Vince lo sport, non la “fuffa”. Magari fosse sempre così, anche nelle discipline più celebrate.
Se devo scegliere due momenti simbolo di questi Giochi, non ho dubbi: la vittoria di Federica Brignone e la caduta del pattinatore statunitense Ilia Malinin.
Due istanti opposti, due facce della stessa medaglia. Brignone capace di risalire dagli inferi al paradiso, Malinin precipitato dalle stelle a una delusione inattesa.

Era una sfida talmente difficile che non potevo non accettare. Se fosse stata più facile, probabilmente non mi avrebbe motivato così tanto.Volevo dimostrare a me stessa che sarei stata capace di rientrare da qualcosa di veramente impossibile da fare”, ha detto l’azzurra in conferenza stampa a Casa Italia a Cortina d’Ampezzo.

Dal canto suo Malinin, noto come il “Dio dei quadrupli”, ha raccontato sui social la sua versione del crollo che lo ha portato dall’essere super favorito per l’oro a chiudere solo ottavo nella gara maschile di pattinaggio artistico a Milano Cortina 2026: “Sul palcoscenico più grande del mondo, coloro che sembrano i più forti potrebbero ancora combattere battaglie invisibili dentro di sé“.

Lacrime in entrambi i casi, ma di sapore diverso. Ed è proprio qui che vive la grandezza dello sport: nell’onorare chi vince e chi perde, con la stessa intensità. Per fortuna le Olimpiadi tornano ogni due anni a ricordarcelo.

C’è poi un dato che merita attenzione: le donne hanno vinto di più. Un segnale forte, che merita una riflessione dedicata quando la Fiamma Olimpica (e Paralimpica) si sarà spenta. Intanto fermiamoci su questo risultato, soprattutto chi considera ancora lo sport femminile “di serie B”. I fatti parlano chiaro.

Come finirà questa avventura verso Milano Cortina 2026? Non possiamo ancora saperlo. Ma una cosa è certa: per almeno due settimane l’Italia è stata al centro del mondo. E, senza eccessiva retorica, ci ha reso orgogliosi.

Sarà bello ricordare le montagne innevate come non si vedevano da anni, il pubblico festante all’aperto e sugli spalti, il tifo appassionato e rispettoso. Perché, al di là delle medaglie, a vincere – sì, lo ripeto – è stato lo sport. Con il suo straordinario potere di unire, emozionare e farci sentire parte della stessa squadra.
Le polemiche arriveranno, probabilmente già dal 23 febbraio. È inevitabile. Ma sono certo di una cosa: quando il sipario calerà, queste Olimpiadi ci mancheranno. E ci mancheranno tanto.

ARTICOLI CORRELATI