Editoriale

EDITORIALE #89 – Tennis e calcio: i “fratelli diversi” dello sport italiano

23 Dicembre 2025 · 14:35

L’Italia ha vinto per la terza volta consecutiva la Coppa Davis, un traguardo che conferma la crescita del tennis italiano. Non è un caso, ma il risultato di investimenti mirati della Federazione Italiana Tennis e Padel, che ha puntato sulla scoperta e sulla valorizzazione di giovani talenti, in particolare Jannik Sinner, simbolo di questo rinnovamento.

Il movimento tennistico, maschile e femminile, è forte e continua a crescere, come dimostrano anche i successi nella BJK Cup femminile. Gli investimenti sono stati sostanziali e innovativi: dalla promozione nelle scuole attraverso il progetto “Racchette in classe” al sostegno economico ai programmi giovanili. Grazie a questi sforzi, i tesserati nel 2024 hanno superato il milione, con un aumento del 130% negli ultimi anni. È fuori discussione che l’effetto Sinner ha ulteriormente acceso l’entusiasmo, portando benefici anche in campo economico e sociale.

Se sopra il tennis splende il sole, basta spostare un po’ lo sguardo per scorgere le ombre che si addensano sempre più sul calcio italiano, uno sport che vive una evidente e profonda crisi, soprattutto nel modo in cui investe sui giovani. Mentre il tennis ha creato un modello di crescita inclusivo e duraturo, il calcio resta legato a schemi tradizionali e mostra poca attenzione a un rinnovamento della mentalità e del sostegno ai giovani talenti. Si parla di giovani “perché si deve”, senza crederci veramente e, soprattutto, senza creare un modello di calcio pensato per loro.

La Nazionale di calcio fatica a qualificarsi al prossimo Mondiale (non c’è due senza tre?), mentre il tennis domina a livello mondiale con una base di appassionati sempre più solida.

La differenza tra tennis e calcio in Italia è ormai evidente: il successo del tennis, culminato nella terza vittoria consecutiva della Coppa Davis, dimostra che investire nei giovani e nel rinnovamento porta risultati duraturi. Questo risultato non è solo sportivo, ma significativo per il futuro dello sport nazionale. Se il tennis cresce grazie a scelte strategiche, il calcio rischia di perdere terreno se non cambia approccio verso le nuove generazioni. La domanda è quindi: se il tennis è campione del mondo e il calcio non sa ancora se andrà al Mondiale, chi deve far rinascere il calcio italiano?

La risposta è nelle scelte verso i giovani, terreno in cui il tennis ha già vinto. La vittoria in Coppa Davis è un esempio da seguire, un modello che altri sport dovrebbero studiare per ritrovare competitività e futuro. Crescere i giovani significa fare sistema, essere competitivi e costruire una cultura sportiva sana, a beneficio dell’intero movimento nazionale. Un modello che il calcio deve urgentemente replicare per tornare protagonista nel mondo.

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