Salute e sport

Tennis senza barriere, le gemelle Santin ambasciatrici del protocollo “Racchette in classe”

15 Maggio 2026 · 16:03

Nella cornice degli Internazionali BNL d’Italia al Foro Italico, il tennis mette al centro non solo i rovesci e i dritti dei grandi campioni ma anche un messaggio di inclusione portato avanti dalle gemelle veronesi Caterina e Francesca Santin.
Le due sorelle di Salizzole, ormai simbolo nazionale di sport e integrazione, sono state chiamate come testimonial del protocollo d’intesa tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Federazione Italiana Tennis e Padel per portare le racchette in classe e abbattere le barriere educative e sociali.

Un protocollo “storico” nelle scuole

Il protocollo, firmato dal ministro Giuseppe Valditara e dal presidente della Federtennis Angelo Binaghi, istituzionalizza il progetto Racchette in Classe, che mira a coinvolgere oltre un milione di studenti in Italia grazie a un investimento complessivo di 22 milioni di euro. L’obiettivo è introdurre gratuitamente il tennis, ma anche padel, beach tennis, pickleball e tennistavolo nelle ore scolastiche, formando alunni e insegnanti in un’ottica di gioco, movimento e inclusione. Il documento segna una svolta, perché per la prima volta una federazione nazionale sigla un’intesa così ampia con il Miur per agganciare lo sport direttamente al sistema scolastico.

Le gemelle Santin “maestre di inclusione”

Caterina e Francesca Santin, dalla loro Verona, hanno trasformato la propria esperienza personale in un progetto educativo diffuso in molte scuole e circoli sportivi. Attraverso l’associazione Bottega dei Talenti, le due 24enni portano il loro metodo “Lo sport include con i talenti” nelle classi, lavorando in particolare con bambini e ragazzi con Bisogni Educativi Speciali e diverse tipologie di disabilità. A Roma, durante la conferenza stampa, sono state definite “maestre di inclusione”: il loro racconto di vita e la loro presenza sul palco hanno reso concreto il valore formativo del tennis, mostrando come anche una racchetta in mano possa diventare uno strumento di empowerment e autostima.

Racchette in Classe Baby, dalla Verona al Paese

Nel quadro di Racchette in Classe, un ruolo centrale è affidato alla declinazione Baby, pensata per la scuola dell’infanzia e sviluppata proprio con la metodologia delle gemelle Santin. Dal 2025 ogni bambino e ogni scuola dell’infanzia interessata può aderire al progetto, con anche oltre 2mila borse di studio destinate a minori con disabilità o ragazzi particolarmente meritevoli. Il modello, nato tra Verona e il Veneto, è diventato nazionale: oggi è proprio l’esperienza di Salizzole ad arricchire le attività federali, rendendo il territorio veronese un punto di riferimento per l’inclusione sportiva.

Un messaggio per le scuole del Veneto

Per il territorio veronese e tutto il Veneto il protocollo rappresenta un’opportunità concreta: molte scuole, già coinvolte in iniziative locali con il circolo e le associazioni sportive, potranno ora integrare in modo strutturato il tennis nelle proprie attività curriculari ed extracurriculari. Il progetto prevede anche corsi di formazione per gli insegnanti di Scienze Motorie, che diventano “promotori tecnici scolastici” e anello di collegamento tra mondo federale e aule. In questa prospettiva, le gemelle Santin sono non solo un simbolo, ma anche un volano per diffondere, proprio nelle scuole venete, un’idea di sport che unisce, seleziona per talenti e non per abilità, e accoglie davvero tutti.

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