(di Rocco Fattori Giuliano)
I social media hanno trasformato il modo in cui i ragazzi si avvicinano allo sport. Ma a quale prezzo, per la loro salute mentale e fisica?
Ogni mattina, prima ancora di allacciare le scarpe da ginnastica, milioni di adolescenti scorrono il feed dei loro social. Guardano atleti professionisti con addominali scolpiti, campioni che condividono routine di allenamento elaborate, influencer del fitness che mostrano corpi apparentemente perfetti. Poi vanno in palestra, in piscina, sul campo. E portano con sé tutto quello che hanno visto.
I social media sono diventati uno degli strumenti più potenti – e ambivalenti – nella vita dei giovani sportivi. Possono accendere la motivazione, costruire comunità, diffondere conoscenze preziose. Ma possono anche diventare fonte di pressione psicologica, distorsioni dell’immagine corporea e burnout precoce.
Comprendere questa doppia natura è oggi una priorità per genitori, allenatori e istituzioni sportive.





