Salute e sport

Infortuni nello sport femminile: cosa ci dice la ricerca

05 Gennaio 2026 · 10:19

Il mondo dello sport femminile sta vivendo un periodo di crescita senza precedenti. Sempre più donne competono ad alti livelli, dalla base fino all’élite internazionale, portando con sé nuove sfide ma anche nuove consapevolezze.
Una delle questioni più rilevanti è rappresentata dagli infortuni sportivi, che nelle atlete si manifestano con caratteristiche peculiari rispetto agli atleti uomini.
Oggi la ricerca scientifica ci fornisce un quadro sempre più chiaro: esistono differenze anatomiche, biomeccaniche, ormonali e contestuali che rendono lo sport femminile un campo con esigenze specifiche, e non semplicemente “la versione femminile dello sport maschile”.
Gli studi epidemiologici riportano che le atlete registrano in media 4-5 infortuni ogni 1.000 ore di attività, con numeri che aumentano nettamente negli sport di contatto o ad alta intensità.

La severità di alcune lesioni e il tempo di recupero sono spesso maggiori rispetto agli uomini, con un significativo impatto sulla continuità sportiva e sulla carriera.Una classifica indicativa vede l’infortunio del legamento crociato anteriore (LCA) come trauma più frequente.

Meta-analisi e revisioni mostrano che nelle atlete il rischio di rottura del LCA è da 2 a 8 volte superiore.

Le cause sono multifattoriali:

  • anatomia del bacino e del ginocchio differenti da quelli dell’uomo
  • atterraggi e cambi di direzione con maggior lassità legamentosa
  • maggiore lassità articolare
  • possibili influenze ormonali
  • carichi di lavoro intensi e calendari serrati

Questi fattori non solo aumentano l’incidenza, ma spesso rendono più lungo il percorso di ritorno in campo.

Negli sport di squadra (calcio, rugby, hockey, lacrosse) sono comuni anche:

  • distorsioni di caviglia
  • lesioni muscolari (hamstring, quadricipite)
  • contusioni da contatto

Si tratta di infortuni frequenti e a volte ricorrenti, capaci di condizionare rendimento, sicurezza e progressione tecnica.

La letteratura recente evidenzia che le atlete presentano:

  • tassi più elevati di commozione cerebrale
  • sintomi più persistenti
  • tempi di recupero spesso più lunghi

Per questo gli sport di contatto femminili necessitano di protocolli mirati, considerando differenze nella forza del collo, nella biomeccanica dell’impatto e nella fisiologia.

Negli sport di resistenza o estetici è frequente osservare:

  • fratture da stress
  • tendinopatie
  • amenorrea
  • calo di densità ossea
  • RED-S (Relative Energy Deficiency in Sport)

Una bassa disponibilità energetica può compromettere salute, performance e recupero, rappresentando un fattore di rischio significativo soprattutto nelle giovani atlete.

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I programmi che hanno dimostrato maggiore efficacia includono:

  • esercizi neuromuscolari per anca, core e ginocchio
  • allenamento dell’atterraggio e dei cambi di direzione
  • monitoraggio sistematico del carico settimanale
  • screening nutrizionale e mestruale
  • protocolli di gestione delle commozioni

Investire su prevenzione e screening personalizzato significa ridurre drasticamente il rischio di infortuni e migliorare la longevità sportiva.
Ogni variabile conta: anatomia, fisiologia, ormoni, biomeccanica, mente, carico, attrezzatura e superfici. Per questo lavorare sulle atlete con lo stesso approccio pensato per gli uomini significa perdere pezzi importanti del puzzle.
Lo sport femminile ha caratteristiche sue. E merita strategie costruite su misura. Come è impossibile allenare un bambino con metodologie di un adulto altrettanto impossibile è allenare una donna con carichi e tempistiche di un uomo; non è discriminazione ma scienza e finalmente lo si è capito!

Nel nostro lavoro quotidiano al Poliambulatorio Centro Dynamo srl, collaboriamo con atleti impegnati a livello nazionale ed internazionale, inclusi professionisti e talenti emergenti seguiti in percorsi di lunga durata. Questa esperienza ci permette di osservare da vicino come le differenze di genere nell’infortunio non siano un dato astratto, ma una realtà concreta che richiede:

  • valutazioni biomeccaniche approfondite;
  • screening neuromuscolari specifici per il sesso femminile;
  • protocolli di prevenzione basati sulle più recenti evidenze;
    un team multidisciplinare che lavora in modo sinergico: osteopati, fisioterapisti, chinesiologi, preparatori atletici, nutrizionisti e specialisti del comportamento e del respiro.
  • attrezzature e macchinari specifici

Il nostro obiettivo è semplice e ambizioso: ridurre il rischio di infortunio, accelerare il recupero e migliorare le prestazioni fisiche e mentali delle atlete.
Le evidenze scientifiche ci dicono che lo sport femminile non può essere affrontato con un approccio neutro.
Le differenze di incidenza, di gravità e di recupero degli infortuni richiedono professionalità, specializzazione e protocolli aggiornati.
Il futuro dello sport femminile passa da qui: conoscere, prevenire, proteggere. E noi, al Centro Dynamo, lavoriamo ogni giorno in questa direzione.

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Fonti:

  1. Mancino F., Gabr A., Plastow R., Haddad F.S. “Anterior cruciate ligament injuries in female athletes.” Bone & Joint Journal. 2023 Oct;105-B(10):1033-1037. DOI:10.1302/0301-620X. 105B10.BJJ-2023-0881.R1. PubMed
  2. Walshe A., et al. “Epidemiology of sport-related concussion rates in female athletes.” BMJ Open Sport & Exercise Medicine. 2022;8(3):e001346. bmjopensem.bmj.com
  3. Gianakos A.L., et al. “Sex-specific considerations in anterior cruciate ligament injury in female athletes.” Journal of ISAKOS. 2024. ScienceDirect
  4. Saber B., Bridger D., Agrawal D.K. “A critical analysis of the factors contributing to anterior cruciate ligament injuries in female athletes.” Journal of Orthopedics & Sports Medicine. 2024;6:203-209. fortunejournals.com
  5. Ernst L., et al. “Incidence and risk factors for sport-related concussion in female youth athletes.” Sports Medicine & Exercise Science. 2025. SpringerLink
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