Sembra non trovare pace la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. La gestione dei tedofori continua a generare polemiche, tra esclusioni di campioni storici, deroghe a regole sui doping e motivazioni percepite come incoerenti, minando la credibilità simbolica del passaggio della torcia. Questo caos rischia di offuscare l’attesa per i Giochi invernali, trasformando un momento di festa in un dibattito su trasparenza e merito.
Il caso Fertonani e la regola sul doping
Nella tappa della fiaccola a Chiavari uno dei tedofori è stato l’ex ciclista Marco Fertonani, fermato per due anni in carriera dopo una positività al testosterone e oggi manager e imprenditore. Il punto critico non è la sua attività attuale, ma il fatto che il regolamento di selezione escluda esplicitamente chi ha avuto condanne per doping, regola che in questo caso non è stata rispettata.
- Il Fatto Quotidiano ha riportato per primo il passaggio della fiamma da parte di Fertonani, riaccendendo i riflettori su criteri già contestati nelle scorse settimane.
- La presenza di un ex squalificato per doping stride con i valori di lealtà e fair play che la torcia dovrebbe rappresentare e alimenta il sospetto di un controllo superficiale o di una selezione gestita senza verifiche adeguate.
I campioni esclusi e lo sfogo di Fauner
Sul fronte opposto c’è la voce dei grandi esclusi, guidata dallo sfogo di Silvio Fauner, campione olimpico dello sci di fondo e vincitore di cinque medaglie a cinque cerchi. Fauner ha denunciato non solo la sua mancata chiamata, ma anche quella di almeno quindici olimpionici degli sport invernali che si sentono messi da parte in un’edizione che dovrebbe valorizzare soprattutto la loro eredità.
La Fondazione Milano Cortina ha motivato l’assenza di Fauner con la sua presunta “incompatibilità” perché politico, essendo vicesindaco con una lista civica in un paese di 1300 abitanti, Sappada.
Fauner ha sottolineato come molti altri campioni esclusi non abbiano alcun ruolo politico e come, in ogni caso, gli olimpionici avrebbero potuto essere coinvolti almeno come ambassador, soprattutto in progetti nelle scuole e iniziative di promozione dei valori olimpici.
LA FIAMMA OLIMPICA DIMENTICA I CAMPIONI?
La questione politica e il “caso Scimonelli”
La giustificazione della Fondazione sul tema “politica” è stata smentita dai fatti dallo stesso Fauner, che ha portato un esempio concreto. Tra i tedofori risulta infatti Ivan Scimonelli, consigliere comunale di Siracusa, capogruppo di una lista civica ed ex atleta di vela e triathlon, che ha portato la torcia il 14 novembre 2025.
La presenza di un consigliere comunale in qualità di tedoforo rende fragile l’argomento secondo cui un ruolo amministrativo locale sarebbe motivo di esclusione, sollevando il tema dell’applicazione non uniforme delle regole dichiarate.
Da qui la domanda polemica di Fauner: “Per lui la regola non vale e per me sì?”, che mette a nudo un problema di coerenza e trasparenza nella comunicazione e nelle scelte.
Un problema di metodo, non solo di nomi
Al di là dei singoli casi, la vicenda restituisce l’immagine di un processo di selezione opaco, percepito come poco meritocratico e talvolta contraddittorio. L’alternanza tra esclusioni eccellenti, deroghe di fatto ai criteri su doping e politica e spiegazioni considerate deboli dagli stessi protagonisti alimenta una sfiducia crescente verso gli organi organizzatori.
La sensazione, tra addetti ai lavori e tifosi, è che si sia persa un’occasione per costruire un percorso della fiaccola realmente rappresentativo della storia e dei territori degli sport invernali italiani.
L’assenza di un’ammissione chiara di errore, sottolineata dallo stesso Fauner che ha parlato di “debacle evidente” e di “danno e beffa”, aggrava il quadro e rende più difficile ricucire il rapporto con i campioni esclusi.
Cosa serve per recuperare credibilità
Per riportare al centro i valori olimpici servono correzioni rapide, sia sul piano delle scelte sia su quello della comunicazione. Milano Cortina 2026 ha ancora il tempo per trasformare questa crisi in un momento di ascolto e rilancio, ma la sensazione è che il margine d’errore, da oggi, sia azzerato.
Una revisione pubblica e trasparente dei criteri, con chiarimenti sui controlli effettuati e sull’applicazione effettiva delle regole (doping, incarichi politici, meriti sportivi) è il primo passo necessario.
Il coinvolgimento strutturato dei campioni olimpici come volti e voci dei Giochi – anche fuori dal solo ruolo di tedofori – può restituire centralità a chi ha costruito sul campo la storia dello sport invernale italiano e ridare credibilità al messaggio di Milano Cortina 2026.





