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Milano-Cortina 2026, la Fiamma dimentica i campioni?

13 Gennaio 2026 · 13:43

Su un articolo della Gazzetta dello Sport di oggi è stata denunciale la presunta e clamorosa esclusione di molti miti azzurri dagli staffettisti della Fiamma olimpica di Milano-Cortina 2026, in un percorso che avrebbe dovuto celebrare memoria sportiva e identità nazionale.
Il caso diventa simbolo di una gestione percepita come più attenta allo show e ai social che al riconoscimento dei veri protagonisti della storia olimpica italiana.

I campioni dimenticati

Molti ex olimpionici d’oro del fondo, da Silvio Fauner a Maurilio De Zolt, Giorgio Vanzetta, Gabriella Paruzzi, Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer, non sono stati coinvolti come tedofori, nonostante il ruolo centrale avuto nelle imprese azzurre. Solo Marco Albarello ha portato la fiaccola in Val d’Aosta, mentre altri protagonisti storici restano a guardare il cammino verso il 6 febbraio, data della Cerimonia d’apertura.

La responsabilità tra Comitato e Coni

La scelta dei 10.001 tedofori è gestita dalla Fondazione Milano Cortina insieme agli sponsor Coca Cola ed Eni, che hanno puntato anche su volti dello spettacolo e del sociale. Dal canto suo il Coni rivendica il ruolo limitato ai portabandiera e agli ultimi tedofori, ma ammette che le decisioni per il tratto finale sono già state prese, chiudendo di fatto ogni spiraglio a Fauner e agli altri esclusi.

Il peso degli sponsor e dello show

Il pezzo sottolinea come la forte presenza degli sponsor abbia contribuito a orientare il cast dei tedofori verso influencer e personaggi televisivi, come l’Uomo Gatto di “Sarabanda”, a scapito di numerosi campioni olimpici invernali. Questa scelta, pur garantendo grande visibilità sui social, viene letta come un tradimento dello spirito olimpico e dell’opportunità di trasformare la staffetta della torcia in un grande omaggio alla storia azzurra.

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Una torcia non per tutti

Alcuni grandi nomi sono stati comunque coinvolti – da Deborah Compagnoni a Enrico Fabris, Franco Nones, Manuela Di Centa e Stefania Constantini – ma l’impressione, secondo la Gazzetta, è che lo sport invernale nel suo complesso sia stato trascurato. La conclusione è amara: la torcia è “per molti ma non per tutti”, e Milano-Cortina rischia di perdere l’occasione di ringraziare in modo pieno quei campioni che hanno reso grande l’Italia sulla neve e sul ghiaccio

Il caso politico

Il caso degli olimpionici esclusi dalla staffetta della fiaccola delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 è diventato una questione politica, con il ministro dello Sport Andrea Abodi e la Lega di Matteo Salvini che chiedono chiarimenti alla Fondazione Milano-Cortina e al Coni.​
La Lega ha definito “incomprensibile e sconcertante” la scelta dei tedofori, che non avrebbe coinvolto in modo complessivo i grandi miti dello sport italiano, e ha sottolineato che la decisione non è stata concertata con il ministero guidato da Salvini, che si è fortemente impegnato per l’organizzazione dei Giochi.

Le reazioni del Governo

Il ministro Abodi ha dichiarato di essere “un po’ spiazzato” e ha già chiesto informazioni a Milano-Cortina e al Coni per conoscere i criteri di selezione dei 10.001 tedofori.
Per Abodi, le leggende dello sport, chi ha fatto la storia, “dovrebbe essere tenuto in assoluta e grandissima considerazione”, perché rappresentano la testimonianza dei valori dello sport che la fiaccola olimpica vuole portare in giro per l’Italia.

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