Da Verona a Verona, dalla fine dei Giochi Olimpici all’inizio dei Giochi Paralimpici. La sede delle due cerimonie di Milano Cortina 2026 ha vissuto questo passaggio di testimone e ha raccolto un’eredità che rimarrà nel tempo.
“L’emozione è che per Verona comunque è stata la prima e potrebbe essere l’ultima occasione di vedere un evento come le Olimpiadi e le Paralimpiadi nella nostra città”, dice a Olympics.com Damiano Tommasi, sindaco di Verona nonché ex calciatore, che i Giochi Olimpici li ha vissuti anche da atleta.
“Abbiamo avuto l’occasione di esaltare l’Arena di Verona – prosegue – il nostro monumento principale, quello che ci dà anche riconoscibilità a livello internazionale. Questa è una legacy che ci portiamo a casa e che si riverserà sulla città nei prossimi anni”.
Due momenti chiave, la Cerimonia di Chiusura dei Giochi Olimpici Invernali e la Cerimonia di Apertura dei Giochi Paralimpici Invernali, che hanno dato a Verona un lustro internazionale: “Abbiamo avuto una valorizzazione che probabilmente non immaginavamo – spiega Tommasi – credo che questo ci debba dare anche quell’ambizione e quella responsabilità di diventare e di essere una città internazionale, con tutto quello che comporta: quindi una città di inclusione, una città che esalta le differenze, una città che sia per tutti, una città senza barriere, una città che davvero si senta parte di qualcosa di più grande di se stessa”.
Milano Cortina 2026 per Verona, una legacy morale e strutturale

Sono due le eredità che Verona porterà con sé da Milano Cortina 2026, secondo Damiano Tommasi.
“Una, diciamo quella morale, quella di pensiero, che è l’esaltazione dello sport e l’unicità dello sport come collante delle comunità a livello internazionale”.
Perché lo sport “abbatte barriere, non sono solo parole”, ribadisce il primo cittadino veronese. “È un fatto e l’abbiamo visto, come ci si prepara alle competizioni di questo tipo e come si convive. La semplice composizione del corpo dei volontari, cosa ha significato e cosa ha portato nelle nostre città, nelle nostre comunità: questa è una legacy, credo che ce la portiamo per continuare da amministrazione a investire nel mondo dello sport”.
L’altra, invece, è di tipo strutturale: “A Casa Verona abbiamo riattivato uno spazio che era un vecchio arsenale militare dove prima si costruivano armi, si preparavano alle guerre, oggi è un punto di riferimento per lo sport, per le prossime edizioni Olimpiche, per le prossime edizioni di competizioni internazionali, per viverle insieme, per conoscere gli atleti, le atlete, le esperienze, insomma, per portarci dietro, sempre e costantemente, i valori dello sport”.
Inoltre, la Verona Olympic Arena avrà un segno tangibile dei lavori svolti per le Cerimonie che hanno segnato la conclusione dei Giochi Olimpici e l’inizio dei Giochi Paralimpici: “Credo che debba essere per noi un grande orgoglio, l’infrastrutturazione dell’Arena con un ascensore per poter permettere finalmente dopo 2000 anni, anche a chi ha disabilità motorie di poter godere il monumento dall’alto. Questo mi auguro che possa avvenire entro il 2026”.
Da Atlanta 1996… a LA28: l’Italia Olimpica del calcio maschile vista da Damiano Tommasi
Milano Cortina 2026 è stata la seconda esperienza Olimpica per Damiano Tommasi, che da calciatore ha preso parte ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 con la nazionale azzurra.
“Purtroppo non è andata come pensavamo, come volevamo e come avevamo le potenzialità di fare, essendo campioni d’Europa uscenti”, ricorda Tommasi di quel torneo Olimpico, in cui venne eliminata nella fase a gironi. “Aspettavamo qualcosa in più, invece siamo usciti al primo turno”.
A Verona, però, ha potuto rivivere un momento che gli è mancato nella trasferta statunitense di trent’anni fa. “L’aspetto che la storia personalmente mi ha ridato è stata la la nostra assenza alla Cerimonia di Apertura. come spesso accade nei Giochi Olimpici, non tutte le discipline riescono ad essere presenti e questo è stato un dispiacere”.
Potere essere presente ad una celebrazione del genere, nella propria città, è stato emozionante. “A distanza di trent’anni, avere la possibilità di vivere invece la Cerimonia d’Apertura e la Cerimonia di Chiusura, e vivere appieno, davvero il dietro le quinte di una di un evento come le Olimpiadi, le Paralimpiadi è stato una grande soddisfazione”.
Oggi l’Italia del calcio maschile manca l’appuntamento Olimpico da Beijing 2008 e a LA28 spera di poter tornare a calcare i campi a cinque cerchi, a vent’anni dall’ultima volta.
“Abbiamo tanti giovani – conclude Tommasi – dobbiamo avere anche la fiducia. Non dimentichiamo che pochi anni fa abbiamo vinto il Campionato europeo, quindi la competitività c’è, le nostre squadre comunque in Europa, magari ad annate alterne, riescono a ad essere molto competitive e dobbiamo aver fiducia perché non solo per le Olimpiadi, ma c’è anche un Mondiale da raggiungere”.





