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Coach Borgo presenta Gabriele Crivellaro, nuova promessa del tennis italiano

30 Luglio 2025 · 13:08

Non si chiama Jannik Sinner, ma cerca di emularne le gesta. Non ha vinto il prestigioso torneo di Wimbledon, ma ha partecipato per la prima volta al torneo Junior. Non è il numero uno al mondo, ma vuole raggiungere al più presto il mondo dei professionisti della racchetta. Stiamo parlando di Gabriele Crivellaro, 18enne di Dossobuono che quest’anno ha cominciato a disputare i tornei più importanti del circuito Junior, come gli Australian Open, il Roland Garros, Wimbledon e a breve gli Us Open. Nel recente torneo di Segrate (Milano) ha ottenuto i suoi primi punti Atp e con tanta determinazione e una forte passione, vuole ottenere il meglio da ogni incontro per fare esperienza e sognare in grande. Al suo fianco c’è coach Francesco Borgo (maestro responsabile dell’accademia Ptn – Pro Tennis Network di Bardolino ed ex tennista con best ranking n. 275 della classifica Atp di doppio) che con la sua esperienza accompagna, giorno dopo giorno, Gabriele nella crescita umana e sportiva. 

Francesco, due vittorie nella qualificazioni e una buona partita al primo turno di tabellone. Sei soddisfatto della prima esperienza di Crivellaro a Wimbledon?

“Sì, perchè è riuscito a esprimersi al meglio su una superficie completamente nuova”.

Hai visto una crescita, una maturazione dal punto di vista mentale e del gioco dagli Australian Open a Wimbledon, passando per il Roland Garros?

“Sicuramente sì, in queste occasioni matura da tutti i punti di vista anche se in questi contesti è più facile perchè l’ambiente ti costringe a essere in un certo modo. Quando siamo a casa invece, ha spesso delle ricadute”.

Questi palcoscenici sono una novità anche per la tua carriera da coach. Che aria si respira in tornei di questo calibro? Riesci a rubare dei consigli o/e a portarti a casa qualcosa ogni volta?

“Sono esperienze nuove ma devo dire che mi sembra più semplice fare questi tornei perchè a livello organizzativo ti aiutano in tutto. Niente a che vedere con il circuito Future che giocavo io. Osservo tanto tutti. La differenza principale è la cura del dettaglio, il rispetto e l’educazione che ci sono nell’aria”. 

A fine agosto ci saranno gli Us Oepn Junior sui campi in cemento americani. Vedremo anche Crivellaro?

“Sì, andremo prima in Canada e poi a New York. Saranno gli ultimi due tornei Junior”.

La superficie veloce si addice di più allo stile di gioco di Gabriele. Quale sarà l’obiettivo dell’ultimo Slam stagionale?

“Sul veloce gioca meglio perchè può fare male con il servizio e può mascherare qualche lacuna tattica (cosa che sta migliorando). L’obiettivo è giocare più partite possibili e tornare con informazioni utili”. 

Calcando questi campi si avvicina sempre di più ai big del tennis. Al professionismo Crivellaro ci pensa o non ancora?

“Fin da piccolo il progetto è stato creato per arrivare al professionismo con l’obiettivo top 100. Gabriele vuole quello. Non cancelliamo del tutto, però, l’opzione College qualora tra un anno non avesse il livello idoneo. Prendiamo in considerazione quel passaggio, ma credo che ora che giocherà i primi tornei Pro e dopo una buona preparazione invernale, l’anno prossimo arriverà all’obiettivo. Deve lavorare bene e non sprecare neanche un giorno”.

Sinner ha scritto una nuova pagina del tennis e dello sport italiano. E’ davvero un trascinatore per i giovani tennisti e per il movimento tennistico italiano?

“Sì, perchè è un ragazzo semplice che ha capito come lavorare prima degli altri. Sta finalmente passando il messaggio che si diventa così grazie al lavoro. Stiamo vedendo tanti ragazzi italiani che vincono, ragazzi con le loro debolezze e i loro problemi che hanno imparato a lavorare”. 

L’Italia vanta 9 tennisti italiani tra i top 100. A chi va il merito di questo momento d’oro del tennis italiano?

“In primis alla Federazione. Nel 2018 la stessa Fit ha cambiato mentalità. Ha iniziato ad aiutare i team privati mentre prima c’erano poche accademie e i centri federali che però non collaboravano. Adesso invece la Fitp è di supporto ai team privati sotto varie forme. Un secondo aspetto è che il livello degli insegnanti si è alzato molto grazie ai corsi organizzati dalla stessa Fitp. In Italia ci sono sempre stati talenti però non si riusciva a fargli fare il percorso giusto. Adesso il movimento è maturo e si è capito qual’è la strada da percorrere. Speriamo che anche con le ragazze si riesca a fare altrettanto”. 

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