Interviste

VST: l’agonismo che include

11 Luglio 2026 · 7:12

(di Alberto Cristani)

Verona Swimming Team continua a consolidarsi come una delle realtà più significative del nuoto paralimpico veronese. Nata ufficialmente nel 2019, ma già attiva in precedenza nell’ambito paralimpico all’interno di altre strutture, la società oggi vanta un organico – tra atleti, tecnici, allenatori e dirigenti – di assoluto rilevo. Numeri che raccontano bene la dimensione raggiunta dal progetto. A guidarla è Marcello Rigamonti, presidente e coach, che ne ha seguito l’evoluzione fin dagli inizi.

Marcello, oggi che cos’è diventata Verona Swimming Team?
Siamo cresciuti molto. Oggi abbiamo 54 atleti e 8 tecnici, e questo ci impone una struttura organizzativa seria. Non siamo più una piccola realtà: siamo una società articolata, con settori distinti e obiettivi differenti. Il club lavora infatti su più livelli, dal promozionale fino ai percorsi agonistici più avanzati, collaborando con federazioni e circuiti differenti, tra cui FISDIR per la disabilità intellettivo-relazionale, FINP per la disabilità fisica e sensoriale, e il movimento Special Olympics.

Qual è stata la chiave di questa crescita?
Abbiamo cercato di costruire basi solide. È stato fondamentale creare una rete interna efficiente: figure dedicate alla logistica, al supporto social, alla gestione amministrativa e alla comunicazione. Quando viaggiamo siamo anche in quaranta o cinquanta persone: bisogna gestire iscrizioni, certificati, spostamenti, sponsor e relazioni con il territorio. Senza un’organizzazione precisa, una società così non sta in piedi.

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