Interviste

Püttow: “Audace: avanti tutta, ancora insieme”

02 Maggio 2026 · 6:55

(di Alberto Cristani – Foto Audace C5 Verona)

Luana Püttow, capitano dell’Audace Calcio a 5 Verona, alla sua settima stagione in maglia rossonera, racconta ai lettori di SportdiPiù Magazine la stagione 2025/2026, giunta ormai alle battute finali. Un mix di emozioni, gioie e soddisfazioni, tra la salvezza in Serie A da giocatrice e la valorizzazione di giovani talenti nel ruolo di allenatrice. Un percorso vincente e ambizioso che la vedrà protagonista anche nei prossimi anni.

Luana, anche quest’anno l’Audace ha centrato la salvezza in Serie A: che stagione è stata?
È stata la stagione più difficile degli ultimi anni, senza dubbio. L’Audace ha costruito una squadra molto più giovane rispetto al solito, con un mix di elementi freschi e qualche veterana come me. Abbiamo sofferto di più, sia emotivamente che in campo, ma alla fine siamo rimaste in Serie A. Ora respiriamo aria di tranquillità e possiamo guardare avanti con serenità.

Una scelta coraggiosa da parte della società, quella di puntare su un gruppo under con l’aiuto di veterane come te…
Puntare sui giovani è una visione vincente, soprattutto a lungo termine. Certo, c’è stato del rischio, ma le ragazze si sono messe in gioco con grinta e hanno fatto il loro dovere. Gli errori ci stanno, è normale con un roster così giovane, ma quest’anno le ragazze hanno accumulato un bagaglio di esperienza equivalente a tre stagioni di Serie A (ride, n.d.r.). Sicuramente l’anno prossimo saranno molto più pronte e mature.

Il tuo ruolo di capitano è stato cruciale per tenere unito lo spogliatoio e trasmettere calma. Che stagione è stata per te?
È stato il campionato più tosto della mia carriera, non solo come leader ma anche a livello personale e mentale. Tenere tutte positive e gestire gli alti e bassi non è stato semplice. Ho dovuto lavorare molto su me stessa: sono convinta che ogni sette anni della vita ci sia un cambiamento forte, e questo era il mio settimo anno all’Audace! Per un periodo non riuscivo nemmeno a divertirmi. Poi ho deciso di rallentare, facendo yoga e affidandomi alla psicologia. Così mi sono ‘aiutata’ e, di conseguenza, sono stata più utile anche alle mie compagne.

Quali sono state le svolte del campionato?
Innanzitutto, ci tengo a precisare che non ci siamo mai arrese, abbiamo sempre creduto in noi, ma ci sono stati dei picchi decisivi. Il pareggio contro il Tiki Taka, una delle squadre più forti, è stato un segnale: ci siamo guardate e dette: “Dai, che ce la facciamo!”. Poi la vittoria nello scontro diretto con il Montesilvano, sofferta ma meritata. Da lì l’ansia si è allentata e abbiamo giocato con più fluidità e convinzione.

AUDACE VERONA, MISSIONE COMPIUTA: LA SALVEZZA PREMIA UN PROGETTO GIOVANE

Il livello della Serie A di calcio a 5 femminile è in costante ascesa: come lo giudichi?
Cresce ogni anno, sia tecnicamente che tatticamente. Merito anche delle straniere di alto livello che le big schierano, creando squadroni imbattibili. Il campionato è un po’ sbilanciato: 5-6 squadre al top e altre che lottano tra loro. Ma credo sia giusto, come fa l’Audace, equilibrare puntando su giovani italiane. Io stessa sono straniera, ma vedo nel movimento giovanile la chiave per far crescere il futsal femminile in Italia.

Oltre al campo, hai un ruolo nel vivaio rossonero come allenatrice dell’Under 15 e dell’Under 17…
Sì, è un’esperienza stupenda! Mi hanno chiesto di farlo e ho accettato subito. Con loro non ho ancora finito la stagione: giochiamo i play-off con l’Under 15. Alle giovani cerco di trasmettere ciò che ho imparato negli anni, ma anch’io imparo tantissimo da loro. Penso che allenare diventerà il mio futuro dopo il ritiro dal gioco. È gratificante vedere queste ragazze crescere passo dopo passo.

C’è già qualche talento che potrebbe bussare alla porta della Serie A?
Sì, ci sono alcune ragazze con un potenziale tecnico enorme. Se diamo continuità e le supportiamo mentalmente – perché molte mollano dopo 2-3 anni – tra qualche stagione potremo vederle in A. L’importante è far capire che la Serie A è un traguardo raggiungibile senza pressioni eccessive, seguendo un percorso graduale.

L’Audace C5 Verona investe molto sul settore giovanile: è il segno di un movimento in evoluzione?
Decisamente. Quando sono arrivata in Italia a 19 anni, non esisteva nemmeno l’Under 19. Oggi ci sono obblighi federali, più squadre e più strutture: dalla Serie C all’Under 19, 17 e 15. È un progetto eccellente, costruito dal basso verso l’alto. Iniziare presto forma atlete complete e fa evolvere tutto il calcio a 5 femminile.

Luana, l’anno prossimo ti vedremo ancora con la maglia dell’Audace?
La mia volontà è questa, ho firmato un contratto di due anni e ho voglia di restare. Non abbiamo parlato ancora dei dettagli, ma sento una grande reciprocità da entrambe le parti.

Che campionato sarà quello 2026/2027 per l’Audace?
Mi auguro sia più tranquillo, per goderci di più il gioco e affrontare ogni sfida con maggiore serenità.

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