Lo sport come motore di trasformazione culturale, l’equità come responsabilità concreta, la leadership femminile come energia che genera futuro. È questo il messaggio emerso oggi a Casa Italia a Milano durante il panel “Equità di genere e sport – Un evento dedicato alla Gender Equality”, promosso da Fondazione Milano Cortina 2026, CONI e Comitato Olimpico Internazionale.
Un confronto che ha posto al centro l’equità di genere non solo come obiettivo sociale, ma come leva di competitività, innovazione e crescita sostenibile. Un tema che trova nei Giochi Olimpici Invernali di Milano Cortina 2026 la sua espressione più concreta e misurabile.
L’evento, moderato da Valentina Marchei, atleta olimpica e Head of Ambassador Programme di Fondazione Milano Cortina 2026, si è aperto con i saluti istituzionali. Tra gli interventi, quello di Nawal El Moutawakel, Vice Presidente del Comitato Olimpico Internazionale e membro CIO, simbolo di un percorso che ha aperto nuove strade alle generazioni successive.

A seguire, l’intervento di Diana Bianchedi, Chief Strategy, Planning and Legacy Officer di Fondazione Milano Cortina 2026, che ha ribadito con forza l’impegno strutturale del Comitato Organizzatore: “La parità di genere è al centro della nostra visione e delle nostre scelte operative. Milano Cortina 2026 sarà l’edizione dei Giochi Olimpici Invernali più gender balanced della storia, con il 47% di atlete in gara. È un risultato storico, che si riflette anche nella nostra organizzazione: il 50% del Comitato Organizzatore è composto da donne, e tra i volontari la presenza femminile raggiunge il 51%. I traguardi si costruiscono con regole chiare, obiettivi misurabili e la determinazione di portarli avanti ogni giorno”.
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Un percorso che trova forza nelle storie delle atlete protagoniste dei Giochi: Francesca Lollobrigida, capace di tornare ai massimi livelli dopo la maternità; Michela Moioli, esempio di resilienza; Elisa Confortola, che dal palco di Losanna nel 2019 è arrivata al titolo olimpico; Federica Brignone, simbolo di dedizione e rispetto per lo sport.
La mattinata è proseguita con due panel: alla prima tavola rotonda hanno partecipato Cecilia D’Angelo (Dirigente territorio CONI), Marco Riva (Membro Giunta Nazionale CONI e Presidente Comitato Regionale CONI Lombardia), Charlotte Groppo (Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione per CIO), Laura Lunetta (Membro Giunta Nazionale CONI, presidente della FIDESM, dipartimento pari opportunità CONI), Valentina Rodini (atleta Olimpionica, Membro Giunta Nazionale CONI e rappresentante atleti) ed Elisabeth Spina (Allenatrice FIGC, membro Giunta Nazionale CONI e rappresentante atleti). Al secondo panel hanno partecipato Claudia Giordani (Delegata CONI Milano, Città Metropolitana e Vice Presidente Comitato Provinciale di Milano FISI), Gaela Bernini (Direttrice di Fondazione Bracco ETS), Monica Palumbo (Partner del team Sustainability Services di Deloitte), Federica Alberti (Direttrice Wellness Foundation), Valeria Pigozzo (Head of MICO2026 program di Visa) e Darya Majidi (Presidente UN Women Italy).
“L’Italia è parte del G7, eppure il World Economic Forum ci colloca all’85° posto per la parità di genere: un dato eclatante, sicuramente preoccupante, che rivela quanto resta da fare oggi, nel nostro Paese, per trasformare i diritti fondamentali in realtà sostanziale. Collaborando con governi e istituzioni, come UN Women Italia lavoriamo in attività di advocacy e sensibilizzazione, impegnandoci nello sviluppo di proposte concrete per abbattere gli ostacoli che ostacolano quotidianamente le donne nei loro percorsi di successo dentro e fuori dal campo: in famiglia, così come al lavoro.
In questo, lo sport rappresenta un acceleratore straordinario, e proprio nel mondo dello sport ci impegneremo a fondo da oggi e nei prossimi mesi, aperti a collaborare con i tanti soggetti e realtà che costituiscono questo mondo: atlete ed ex-atlete, associazioni e società sportive, istituzioni e decisori.
Siamo qui per fare la nostra parte, per diventare squadra e fare rete, affinché il successo del nostro Paese, anche nell’ambito della parità di genere, possa essere valido e riconosciuto, diventando finalmente un traguardo raggiunto”, ha dichiarato Darya Majidi.
La mattinata è stata l’occasione per un dialogo trasversale che ha ribadito come l’equità non sia un tema settoriale, ma una responsabilità condivisa.
Con Milano Cortina 2026, i Giochi Olimpici Invernali diventano così non solo un grande evento sportivo, ma un modello concreto di inclusione e partecipazione. Un impegno che si traduce in numeri, politiche e scelte organizzative, e che punta a lasciare un’eredità culturale capace di andare oltre il tempo dei Giochi.





