Interviste

Pasetto: “Fondazione Bentegodi, la nuova sede non può più attendere!”

10 Aprile 2026 · 19:18

(di Alberto Cristani)

La Fondazione Bentegodi è una realtà nata nel lontano 1868 dall’idea di Marcantonio Bentegodi uno dei pionieri dello sport in Italia. Con i suoi 158 anni di storia ‘La Bentegodi’ è un punto di riferimento per lo sport veronese, dalla base fino ad arrivare alle Olimpiadi.

La Bentegodi nasce come Istituzione Comunale, ovvero come braccio operativo del Comune di Verona in ambito sportivo. Dal 2007 diventa però più ‘snella e operativa grazia alla trasformazione in Fondazione. Nella sua veste di “Istituzione Comunale” la Bentegodi era certamente da annoverare tra le uniche realtà di polisportiva comunale, anche se tale situazione rimane pure nell’attuale configurazione statutaria, in quanto il Comune di Verona, ente promotore e fondatore, indirettamente ne mantiene il controllo.
Questo ‘controllo’ del Comune sta però, da decenni, rallentando i lavori di costruzione di una nuova sede/palestra, necessari, anzi obbligatori, viste le attuali condizioni di quella attuale.

Da settembre 2022 Fondazione Bentegodi è presieduta da Giorgio Pasetto – dottore in scienze motorie, fisioterapista, osteopata, titolare del Centro Bernstein – che ha fatto della realizzazione della nuova sede della Fondazione il suo focus principale, così importante da portarlo a rassegnare, nel dicembre dello scorso anno, le dimissioni (poi rientrate) dalla carica di presidente.

Pasetto, perché ha rassegnato le dimissioni da presidente della Fondazione Bentegodi?
È accaduto durante una Commissione in Comune. Dopo mesi, anzi anni, in cui insieme al direttore e al CdA abbiamo esposto al sindaco e alla giunta i problemi della sede — ricevendo anche impegni a favore della Fondazione —, in quella sede un consigliere ha dichiarato che l’amministrazione non era interessata alla Fondazione Bentegodi. A quel punto, avendo fatto della nuova sede uno degli obiettivi principali del mio mandato, ho ritenuto coerente dimettermi. Nei giorni successivi, però, il gruppo Traguardi ha manifestato l’intenzione di occuparsi della questione. Per questo ho sospeso l’ufficializzazione delle dimissioni. Di fatto oggi sono ancora presidente, nella speranza che qualcosa si muova, anche se finora non abbiamo visto sviluppi concreti.

Questa presa di posizione ha inciso sui rapporti con l’amministrazione? Il dialogo esiste ancora?
Il dialogo resta aperto. Non è una questione personale, ma di obiettivi: vogliamo una nuova sede. Non pretendiamo tempi immediati, ma almeno una roadmap chiara. Ad oggi, purtroppo, non c’è stata interlocuzione su questo punto: sembra di parlare contro un muro di gomma. Su altri temi ci si confronta, ma questo è centrale. Lo sport di base va valorizzato: è stato inserito in Costituzione nel 2023, e le amministrazioni dovrebbero investire di più in strutture adeguate. A Verona l’impiantistica necessita manutenzioni e investimenti importanti.

GIORGIO PASETTO PREMIATO DA FIDAL VENETO COME DIRIGENTE DELL’ANNO

La realizzazione di una nuova sede per la Fondazione Bentegodi, a dire il vero, è un problema che ormai si trascina da parecchio tempo…
Certo, è una criticità che si trascina da anni, indipendentemente dalle amministrazioni. La politica, trasversalmente, valorizza i grandi eventi ma investe poco nello sport di base, che invece è fondamentale per inclusione e prevenzione.

Quali sono oggi le criticità dell’attuale sede?
La sede attuale, sita in Via Trainotti, a pochi metri da Piazza Cittadella, è suggestiva ma non più funzionale. Mancano l’abbattimento delle barriere architettoniche, cosa inaccettabile nel 2026, ci sono problemi all’impianto idrico, docce non funzionanti, impianto elettrico e luci instabili. Insomma, è una situazione non più sostenibile.

Dove potrebbe sorgere una nuova sede? E il coinvolgimento dei privati è realistico?
Serve innanzitutto volontà politica. La Fondazione Bentegodi è proprietaria dell’attuale sede di via Trainotti, struttura con un valore stimato, al ribasso, tra i 4 e i 5 milioni. Dalla sua vendita si potrebbe ricavare un’importante cifra per dare il via ai lavori. Dove realizzare la nuova sede? Tra le ipotesi c’è l’area di Basso Acquar, che permetterebbe anche una riqualificazione urbana vicino agli impianti sportivi esistenti. Altre opzioni sono la Spianà o l’ex area del Lido (piscine), anche se quest’ultima presenta alcuni vincoli. Il coinvolgimento dei privati è possibile: una nuova sede potrebbe diventare sostenibile e generare risorse da reinvestire nello sport. Si potrebbe lavorare anche su modelli innovativi, come un partenariato pubblico-privato o forme di azionariato popolare.

L’entrata della sede (vetusta…) di Via Trainotti

Quali sono i numeri attuali della Fondazione Bentegodi?
Parliamo di circa 11 discipline e oltre 2.000 atleti. Durante questo mandato abbiamo portato tre atleti alle Olimpiadi, di cui due alle Paralimpiadi. Ma il cuore resta lo sport di base: tanti giovani che magari non diventeranno campioni, ma crescono in un ambiente sano, lontani da situazioni problematiche. Questa è la vera funzione sociale dello sport.

È attiva una raccolta firme per sostenere i lavori per la nuova sede: proseguirà? Ci saranno, in tal senso, altre iniziative?
Sì, la raccolta firme su Change.org continua e ad oggi ha già raggiunto 2.780 adesioni. È un segnale forte di attenzione da parte della comunità. Stiamo anche valutando altre iniziative per aumentare la pressione e la visibilità sul tema, coinvolgendo tutto il sistema Bentegodi. L’obiettivo è e rimane uno solo: ottenere finalmente una nuova sede adeguata. Lo sport veronese, e la città di Verona, la chiedono a gran voce: non si può più far finta di nulla!

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