Interviste

NR, dove il calcio incontra la storia

26 Marzo 2026 · 15:12

(di Alberto Cristani – Foto: NR)

NR non sono solo due lettere dell’alfabeto. NR sono anche le iniziali di Nicola Raccuglia, siciliano di origine, ma pescarese d’adozione, uomo che dal rettangolo di gioco è passato alla scrivania trasformandosi da buon centrocampista in imprenditore di successo nel mondo dell’abbigliamento sportivo. Dopo aver indossato le divise di squadre storiche come Palermo, Pescara e Ascoli, nel 1970, mentre la maggior parte dei professionisti si ritirava dalla carriera, Nicola decise di trasformare la sua passione per lo sport in qualcosa di più: l’abbigliamento tecnico di qualità.
Fu così che le lettere NR diventarono il brand più importante e iconico del calcio italiano e non solo. A portare avanti la tradizione, oggi, c’è il figlio Enzo, sempre ovviamente con la supervisione del patròn Nicola…

Enzo Raccuglia figlio di Nicola, fondatore di NR

Enzo, come nasce NR?
Nasce da un’intuizione di mio padre. Lui era calciatore: ha iniziato da giovanissimo nella Rondinella a Firenze, poi Arezzo, Palermo in Serie A e soprattutto a Pescara e Ascoli, dove ha avuto compagni e allenatori importanti come Carlo Mazzone e Scopigno. A inizio anni Settanta, grazie anche all’amicizia con Emidio Lazzarini della Pantofola d’Oro, comincia a interessarsi di abbigliamento sportivo. Non poteva competere sulle scarpe, così decide di buttarsi sulle maglie.

È vero che tutto parte quasi da zero, addirittura da un convento?
Le prime maglie vengono confezionate in un convento di Serramonacesca, nel pescarese: alcune ragazze facevano pratica alle macchine da cucire e da lì uscirono le prime divise NR. Tra i primi club professionistici ci furono Pescara, Palermo, Cagliari, poi Verona, Lazio e Catanzaro, quando ancora la Lega non permetteva di esporre il logo in maglia. Dagli anni Ottanta in poi arrivano contratti sempre più importanti.

Qual è stata l’epoca d’oro di NR?
Direi dal 1975 ai primi anni Novanta. In una stagione, 1983-1984, arrivammo a vestire una quarantina di squadre tra Serie A e B. Sono gli anni delle maglie rimaste nella memoria: il Napoli di Maradona, che con NR vince Scudetto e Coppa Italia 1986-1987, il Milan di Baresi, la Roma di Giannini, la Lazio di Giordano, la Sampdoria di Vialli e Mancini, la Fiorentina di Antognoni, Socrates e Baggio…

Quelli erano anche gli anni del Verona di Bagnoli…
Che squadra e che allenatore! Il Verona dello scudetto è la squadra che mi ha fatto innamorare del calcio. Briegel, Elkjaer, Di Gennaro, Galderisi, Fanna, Garella… Magia pura. NR non ha vestito quel Verona ma eravamo sponsor tecnico negli anni alla fine degli Anni Settanta…

Sarebbe bello rivedere anche quelle maglie gialloblù…
A dire il vero ci stiamo facendo un pensiero e, chissà, magari a breve potrebbero essere disponibili sul nostro negozio online nrclassico.com

A livello affettivo, qual è la maglia che porti nel cuore?
La maglia del Milan in Serie B, stagione 1982-1983: rossonera classica, con la stella dei dieci scudetti sul petto. Fu una delle prime che vidi da vicino, la portai a casa e me ne innamorai subito. Da lì è nato anche il mio tifo per il Milan: andavo a San Siro a vedere la Coppa dei Campioni negli anni di Sacchi.

Nicola Raccuglia fondatore NR

E quella più importante che avete prodotto?
Probabilmente la maglia del Napoli campione d’Italia 1986-1987, con il numero 10 di Maradona. In quella stagione il Napoli conquista Scudetto e Coppa Italia, unico anno in cui indossa insieme i due simboli dei titoli nazionali. È una maglia che emoziona non solo i tifosi azzurri, ma chiunque abbia vissuto quel periodo e il mito di Diego.

A un certo punto però NR sparisce quasi dalle grandi platee. Cosa succede?
Cambia il mercato. Arrivano Nike e Adidas con contratti da cifre enormi, si aprono le frontiere, entrano prodotti importati a costi sempre più bassi. Noi eravamo abituati a non fare distinzione tra professionisti e dilettanti nella qualità: stessa maglia per tutti. Quando il gioco è diventato solo una questione di grandi sponsorizzazioni, per un’azienda familiare era impossibile reggere certi numeri.

Oggi però NR è tornata, soprattutto grazie al boom del collezionismo.
Esatto. Non era nei programmi, ma negli ultimi anni sono arrivate tantissime richieste di rivedere quelle maglie storiche. Così abbiamo ricominciato a produrle: acrilico 100%, lavorazione quasi artigianale, stessi filati e, grazie alle macchine elettroniche, finiture persino migliori rispetto a quelle degli anni Settanta e Ottanta. Parliamo di repliche fedeli delle maglie di Napoli, Milan, Sampdoria, Fiorentina, Palermo, Parma e molte altre.

Avete vestito anche il cinema, con la mitica Longobarda dell’“Allenatore nel pallone”.
Sì, quella è diventata una delle maglie più richieste: sponsor di pastificio Mosciarelli, logo lumaca stilizzata… un’idea geniale che ha segnato l’immaginario di chi è cresciuto con il film di Lino Banfi. Mio padre andò pure alle riprese della famosa partita contro la Juventus nella nebbia: ancora oggi, dopo oltre quarant’anni, quella maglia fa sorridere e commuovere.

Come spieghi il fascino che questo calcio esercita anche sui più giovani?
È la cosa che mi ha sorpreso di più: sui social la maggior parte dei nostri follower ha tra 25 e 45 anni, molti non hanno mai visto giocare Maradona o le squadre che vestivamo. Eppure quelle maglie, quegli sponsor italiani, quei colori raccontano un calcio in cui le persone e le storie facevano davvero la differenza. Forse è questo che, ancora oggi, continua a emozionare.

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