(di Alberto Cristani)
Alessio Zanolli, trentunenne di San Zeno di Montagna ha fatto della montagna il proprio terreno di gioco e di vita. Dopo aver firmato sul Monte Baldo una straordinaria impresa di “Everesting” (salita da Prada a Costabella, superando gli 8.848 metri di dislivello dell’Everest n.d.r.) Alessio continua a cercare sfide che uniscano prestazione e solidarietà. Oggi lavora nel mondo dello sport e della montagna, dove può coltivare ogni giorno la sua passione, ma il suo prossimo grande obiettivo va ben oltre il cronometro: una nuova impresa di lunga distanza in montagna pensata per raccogliere fondi a favore dell’associazione Tra Terra e Cielo Insieme, realtà veronese che sostiene le famiglie colpite dalla perdita prematura di un figlio.

Alessio, in molti ti definisco un atleta ‘speciale’…
Sono convinto che mi definiscano così esclusivamente perché faccio cose che non sono per tutti, ma che in realtà, con la giusta determinazione, potrebbero essere alla portata di molti. Io sono una persona assolutamente normale, ma ho grandi sogni sportivi.
Una delle tue imprese è l’Everesting. Ci spieghi di cosa si tratta?
L’Everesting è una challenge in cui si deve accumulare lo stesso dislivello del Monte Everest, quindi 8.848 metri positivi, su una salita scelta e ripetuta tutte le volte necessarie fino a raggiungere quel numero. È una sfida durissima fisicamente, ma soprattutto mentale.
Non siete in tanti ad averlo concluso. Che cosa fa la differenza?
Secondo me la può fare chiunque abbia davvero voglia di arrivare in cima. La preparazione fisica è essenziale, ma alla fine è la testa che comanda: la volontà e la capacità di non mollare quando tutto urla di fermarsi.
Tu però sei andato oltre perché sei stato il primo italiano ad aver raggiunto 10.000 metri di dislivello positivo in modalità duathlon, alternando skiroll e trail running…
Sì, diciamo che ho voluto variare un po’… La sfida si è svolta tra Torri del Benaco e la Cima Costabella, passando da Prada. Ogni giro prevedeva una salita in skiroll da Torri a Prada, seguita da una corsa fino alla cima del Monte Baldo e ritorno. Il tutto per 5 volte…
Sei anche molto legato al mondo degli Alpini…
Ho fatto tre anni di servizio nelle truppe alpine e ora sono alpino in congedo. Essere Alpino crea un senso di appartenenza fortissimo, che va oltre tutto, e che trova nello sport un ulteriore punto di incontro. Corro anche per una sede dell’esercito, la ASD Ranger di Montorio, in provincia di Verona, mantenendo così un legame molto viscerale con quel mondo.
Come riesci a conciliare lavoro e allenamenti per queste prove estreme?
Dedico praticamente tutto il mio tempo libero alla preparazione. Lavoro in un ambiente sportivo, da Sportler, una catena specializzata in articoli sportivi, e questo mi aiuta a incastrare orari e allenamenti. In più posso testare materiale tecnico e consigliare al meglio i clienti; unisco l’utile al dilettevole… e viceversa!
Per maggio stai preparando un nuovo progetto…
Sto organizzando una lunga distanza in trail running: circa 240 km con 11.000 metri di dislivello positivo. Sarà un percorso ad anello, da completare indicativamente in tre giorni, anche se molto dipenderà da come reagiranno corpo e mente e dalle condizioni meteo.
Questa sfida ha anche un obiettivo solidale…
Voglio sostenere la Fondazione “Tra Terra e Cielo Insieme”, nata a Verona per aiutare i genitori che hanno vissuto il lutto per la perdita di un figlio. Quando ho conosciuto Elisa e Jacopo, i fondatori, mi sono detto che nel mio piccolo dovevo provare a fare qualcosa per loro e per le famiglie che seguono.

Come sarà possibile contribuire?
Stiamo definendo gli ultimi dettagli, ma sarà possibile fare donazioni tramite bonifico direttamente alla Fondazione. Nelle prossime settimane comunicheremo sui social tutte le modalità per sostenerla. L’obiettivo è raccogliere più fondi possibili e far conoscere questa realtà.
Dal punto di vista pratico, come gestirai la prova?
Sono previste soste per mangiare e riposare e alcuni punti in cui poter dormire. Stimiamo circa 72 ore, ma il meteo potrebbe costringerci a modificare in corsa percorso e tempi: è parte del gioco e della sfida.
Alessio, se dovessi sintetizzare il tuo motto in una frase?
Mai mollare, anzi, in dialetto rende di più: “Mai Molar”! È una frase molto usata, ma per me è un vero stile di vita: esserci sempre, ogni giorno, qualsiasi cosa si faccia.





