(di Alberto Cristani)
Fabio Crivellaro, presidente FIP Veneto ed ex dirigente della Scaligera Basket, vive la promozione di Verona nel massimo campionato italiano di basket come un cerchio che si chiude. Dopo una parentesi in Serie A durata appena una stagione (campionato 2022/2023) e conclusa con una retrocessione dolorosa, il ritorno nel massimo campionato assume il sapore della rivincita per una piazza che non ha mai smesso di rispondere presente, nemmeno nei momenti più difficili. In questa intervista, Crivellaro racconta cosa rappresenta questa promozione per la città, analizza il lavoro della società e della guida tecnica, e lancia il suo in bocca al lupo per la nuova avventura.
Presidente, che significato ha per Verona questo ritorno in Serie A?
Sono particolarmente felice di questo ritorno in Serie A, perché arriva dopo tre stagioni e chiude idealmente una pagina che aveva lasciato un po’ di amaro in bocca. L’ultima volta in serie A la stagione era stata complicata, con mille difficoltà, e alla fine eravamo riusciti a salire per restarci solo un anno. Non era stato, secondo me, il giusto riconoscimento del valore di una piazza che la Serie A la merita davvero.
Perché sostieni con tanta convinzione che Verona merita la Serie A?
Vado a memoria, ma ricordo bene che tre anni fa, quando Verona era retrocessa – tra l’altro da ultima in classifica – la piazza aveva risposto in modo straordinario per tutta la stagione. Nonostante i risultati, il pubblico era sempre presente: eravamo retrocessi come quinto pubblico di tutta la Serie A. Questo dato dice molto: ti fa capire quanto Verona tenga alla massima serie e quanto la città sia attaccata alla sua squadra. È una piazza con tradizione, passione e numeri da Serie A.
Che giudizio dà sulla stagione che ha riportato la Scaligera nel massimo campionato?
Quest’anno va dato un grande merito alla società. A partire dalla famiglia Pedrollo e dalla dirigenza, che hanno saputo rimettere il treno nei binari giusti. Era un treno che sicuramente poteva viaggiare, ma tra il “poter viaggiare” e l’arrivare a vincere c’è una grande differenza. Non è mai facile vincere, e si devono concatenare tanti fattori soprattutto in una stagione lunga e competitiva come questa.
PETRUCCI: “SCALIGERA IN SERIE A, PREMIO PER LA FAMIGLIA PEDROLLO E VANTO PER VERONA”
Quanto è stata importante la scelta dell’allenatore?
Riportare Ramagli a Verona è stata un’ottima intuizione perché conosce ambiente, aspettative e proprietà, e questo ha senza dubbio fatto la differenza. È riuscito a raddrizzare le cose nei momenti chiave e a far andare tutto nella direzione giusta per vincere il campionato e quando hai un tecnico di questo spessore bisogna tenerlo stretto.
Eri presente alla partita decisiva di Rimini…
Sì, ero presente ed è stato emozionante, perché al di là del risultato sportivo, si percepiva la consapevolezza di stare riportando Verona dove deve stare. C’era tanta gioia, ma anche quasi un senso di sollievo: come se tutti, società, squadra e tifosi, avessero la percezione di riprendersi qualcosa che era sfuggito troppo in fretta qualche anno fa.
Che augurio ti senti di fare alla società e alla città in vista della nuova stagione in Serie A?
Faccio un grande in bocca al lupo a tutti per la nuova stagione. Alla famiglia Pedrollo che non perda la passione che ha sempre avuto, alla società perché continui su questa strada fatta di programmazione; allo staff tecnico e alla squadra, perché vivano la Serie A con ambizione e senso di responsabilità per la città che rappresentano e soprattutto alla piazza di Verona, che ha dimostrato ancora una volta di meritare il palcoscenico più importante con l’auspicio che questa volta la permanenza in Serie A dia il giusto riconoscimento a tutto l’ambiente.





