di Alberto Cristani (Foto Nico Radu)
Soffrendo, rischiando, con grinta e con tanto cuore. Ecodent Alpo Basket fa sua gara 3 con Selargius e vola, con merito, alle semifinali play off. Un risultato che conferma il trend positivo di una regular season che ha visto le ragazze di coach Soave sempre protagoniste. Certo, dopo la netta vittoria in gara 1, in molti pensavano che la pratica San Salvatore Selargius fosse già archiviata. Invece, giustamente, le sarde non si sono date per vinte, vincendo gara 2 e alzando bandiera bianca dopo una gara 3 tiratissima, decisa all’ultimo giro di lancette da una ‘bomba’ di Alice Gregori.
Ne abbiamo parlato con il capitano biancoblu Martina Rosignoli che, con la sua consueta obiettività, analizza il ‘post’ serie con Selargius e presenta la sfida con Empoli, tre partite che apriranno alla vincitrice, le porte per la finale.

Martina, dopo la vittoria in gara 1, sembrava ‘quasi’ tutto in discesa: cosa è successo davvero nella serie con Selargius?
Abbiamo iniziato alla grande con gara 1, vincendo con relativa tranquillità. Però sapevamo benissimo che San Salvatore Selargius era una squadra molto attrezzata, soprattutto dal punto di vista fisico. Gara 2 e gara 3 sono state molto più complicate: ci hanno messo alla prova sia mentalmente sia sul piano atletico. È stata una serie tosta, molto più di quanto ci aspettassimo, anche perché in un campionato così equilibrato il valore della classifica conta fino a un certo punto. Non ci aspettavamo di passare il turno facilmente, e infatti Selargius ci ha creato tantissime difficoltà. A loro vanno fatti i complimenti, ma anche noi abbiamo avuto il merito di non mollare mai e di portare a casa una qualificazione pesantissima.
Dove vi hanno messo più in difficoltà?
Non è stato un problema di leggerezza o di sottovalutazione. Nei playoff sai che ogni partita può ribaltarsi e che non puoi abbassare la guardia neanche per un secondo. Selargius ci ha colpite soprattutto con il fisico: avevano due giocatrici molto alte, intorno al metro e novanta, difficili da contenere. Loro, in più, ci hanno studiato molto bene. Noi siamo una squadra che ama correre, alzare il ritmo, cercare il tiro nei primi secondi e ripartire in transizione, ma loro sono riuscite a toglierci tutto questo. Ci hanno obbligate a giocare una pallacanestro diversa dalla nostra, ed è lì che la serie si è fatta ancora più complicata. Dal punto di vista difensivo sono state davvero molto brave, non a caso avevano la miglior difesa del campionato.
Questa difficoltà, però, può diventare una risorsa per il vostro percorso?
Sì, assolutamente. Partite così ti lasciano qualcosa dentro. Ti fanno capire su cosa devi ancora lavorare e ti costringono ad alzare il livello. Abbiamo imparato tanto, soprattutto sul fatto che gli avversari proveranno sempre a toglierci i nostri punti di forza. E questa serie ci ha insegnato proprio questo: dobbiamo essere pronte ad adattarci, anche quando il ritmo non è quello che vorremmo. Inoltre ci ha unite ancora di più. Eravamo già un gruppo molto affiatato, dentro e fuori dal campo, ma dopo una battaglia così la sensazione è che il legame si sia rafforzato ancora. Abbiamo avuto paura di uscire, è vero, ma da lì è venuto fuori ancora più carattere.
Adesso vi attende la semifinale con Empoli. Che squadra siete, oggi, alla vigilia di un nuovo appuntamento così importante?
Siamo una squadra consapevole. Il campionato è stato super livellato, e i playoff lo sono ancora di più: nessuno può dirsi davvero favorito. Le carte in regola ci sono, soprattutto perché il gruppo ha qualità, ma anche un valore umano enorme. Quest’anno ho trovato uno dei gruppi migliori con cui abbia mai giocato. E credo che questo faccia davvero la differenza: oltre a essere brave giocatrici, siamo persone vere, unite, sincere. Quando c’è questo tipo di equilibrio anche nello spogliatoio, il campo finisce per raccontarlo.
Partite da giocare a mille…
Sì, ora dobbiamo alzare ulteriormente i giri. Iniziamo domani (sabato 25 aprile n.d.r.) alle 18 al palazzetto di Villafranca. Avremo ancora il fattore campo dalla nostra parte e in una serie così è un elemento importantissimo. Gara 2 sarà ad Empoli, mercoledì alle 19. L’eventuale gara 3 si disputerà domenica 3 maggio alle 18.
Quanto conta il pubblico in questo momento della stagione?
Conta tantissimo. Quest’anno la società ha messo in campo tante iniziative per coinvolgere i tifosi: giochi all’intervallo, cartelloni, piccoli momenti pensati per rendere il palazzetto più vivo. E si è visto: la gente aveva voglia di venire a sostenerci, l’atmosfera è stata bella e partecipata. Adesso entriamo nella fase più delicata e speriamo di avere ancora più energia dagli spalti. Il pubblico può darci quella spinta in più che in questi momenti fa davvero la differenza.
Martina, ultime sensazioni?
Siamo pronte. C’è entusiasmo, c’è consapevolezza e c’è voglia di fare bene. Adesso pensiamo alla semifinale, con la speranza di continuare a divertirci e di portare avanti questo percorso insieme.





