SMAPIÙ Arena Volley ha presentato da pochi giorni un nuovo innesto in vista del prossimo campionato in serie A3; si tratta di Francesca Trevisan, schiacciatrice classe ’95, 180 cm di altezza. Giocatrice di grandissima esperienza porta a Verona un bagaglio acquisito nei massimi campionati nazionali: ben 2 stagioni in Serie A1 e 8 in Serie A2.
Originaria di Montecchio Maggiore e reduce dall’ultimo campionato a Concorezzo, ha scelto Arena Volley per dare il via a una stagione di grande riscatto, conquistata fin da subito dal nostro progetto e dall’ambiente.
“Sono alla ricerca di una stagione di riscatto” — racconta Francesca — “che passa dalla voglia di divertirsi nel giocare, di ritrovare la gioia e far vedere chi sono. Ho voglia di sentirmi legata a una maglia, sentire il senso di appartenenza a una società e giocare per i dirigenti, per le compagne, per il pubblico. Questo mi è mancato!
“Conosco alcuni dirigenti” – ha proseguito Francesca – “mentre tra le atlete conosco Beatrice Giroldi e il nuovo libero, con cui ho fatto beach. Mi fa piacere tornare in una società che lavora molto con il giovanile. Il gruppo ha voglia di fare ma ha anche un grande rispetto, cosa per nulla scontata»”.
Il punto di forza di Trevisan è sempre stato il bagher, quindi la fase della ricezione e della difesa. Gli allenatori incontrati le hanno permesso di sviluppare le proprie caratteristiche; così, dopo molti anni di carriera, è arrivato anche un equilibrio tecnico che la rende utile in ogni fase di gioco.
Per quanto riguarda la pallavolo femminile Francesca evidenzia: “È cambiata molto la fisicità, con atlete molto alte. La fase di attacco è quella che ha avuto i cambiamenti più notevoli, mentre forse la fase di ricezione non si è sviluppata altrettanto”.
Oltre alla carriera sportiva, Francesca sta inseguendo un traguardo importante: infatti a febbraio arriverà per lei la laurea in psicologia.
“Il mio sogno” – conclude Trevisan – “sarebbe lavorare con le giovani nel mondo sportivo. Vedo tanta fragilità mentale nelle giovanissime, dettata da fattori esterni. Ci sono ragazzine con doti importanti che mollano: mi piacerebbe poterle aiutare”.





