Emozione, orgoglio, senso di responsabilità: così Alessandra Galiotto, olimpica del K-4 500 metri a Pechino 2008, racconta la sua esperienza da tedofora nella tappa Vajont–Longarone di lunedì 26 gennaio, uno dei passaggi più simbolici del viaggio della Fiamma verso Milano-Cortina 2026. Consigliere comunale con delega allo sport a Bardolino, Galiotto ha portato con sé non solo i cinque cerchi, ma anche il nome del suo paese e della comunità gardesana.

“È stato emozionantissimo, un onore vero.” – racconta Alessandra – la giornata è iniziata già carica di tensione, “quella da pre-gara”, con il ritrovo, la consegna dell’abbigliamento e il briefing logistico insieme agli altri tedofori. Momenti di chiacchiere, curiosità e condivisione che mi hanno permesso di vivere anche il dietro le quinte del lungo viaggio della Fiamma. Quando la torcia è arrivata nelle mie mani, per i ‘miei’ 200 metri tra Vajont e Longarone, la percezione è stata quella di accompagnare “una grande signora” lungo un tratto di strada carico di memoria e significato”.
“Il passaggio di mano “- racconta Alessandra – “è stato come un vero e proprio cambio di testimone: ho ricevuto la Fiamma da un tedoforo e l’ho affidata al successivo, sentendo addosso tutto il peso dei valori che porta con sé. Valori non solo sportivi, ma anche civili e sociali: impegno, disciplina, sacrificio, rispetto, inclusività. La Fiamma è un segno di pace tra i popoli, e custodisce dentro di sé una carrellata di valori che oggi più che mai dobbiamo provare a trasmettere”.
In quei “lunghi e corti” 200 metri, Galiotto ha ripensato al proprio percorso: da atleta olimpica a istruttrice di canoa, fino al ruolo di amministratrice con delega allo sport nel Comune di Bardolino.
“Se la Fiamma non è venuta a Bardolino, Bardolino è andata dalla Fiamma con le mie gambe! Inoltre essere stata scelta proprio per il tratto Vajont–Longarone ha aggiunto inoltre un’ulteriore profondità emotiva: una corsa nel cuore di un luogo che è memoria collettiva e monito, resa ancora più intensa dalla consapevolezza di rappresentare la propria comunità”.
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“Ho sentito forte l’orgoglio di portare con me Bardolino” – conclude Alessandra – “le associazioni sportive e tutti i ragazzi che alleno. Questa esperienza mi ha dato ancora più convinzione nel lavoro che sto facendo per diffondere i valori dello sport attraverso le attività sul territorio”.
Il sindaco di Bardolino, Daniele Bertasi, ha sottolineato così la partecipazione di Alessandra Galiotto nel viaggio della Fiamma Olimpica: “A nome di tutta la comunità bardolinese rivolgo ad Alessandra le più sentite congratulazioni per la sua partecipazione alla staffetta olimpica sul Vajont. La sua presenza come tedofora è motivo di grande orgoglio per il nostro Comune e per tutti i cittadini, esempio concreto di come lo sport possa farsi veicolo di memoria, responsabilità e appartenenza al territorio”.






