Lui di partite ne ha viste oltre 1000, tra gioie e dolori, sconfitte e vittorie. Ma la promozione in serie A della Scaligera sul campo di Rimini è, per lui, uno dei successi più esaltanti.
Figura storica della pallacanestro veronese, fondatore dell’Atletico Borgo Trieste, James Tirelli è un autentico punto di riferimento del club presieduto da Gianluigi Pedrollo.
L’attuale team manager gialloblù commenta così il ritorno della ‘sua’ Scaligera nell’élite del basket italiano.
James, domenica sera per la Scaligera Basket un sogno iniziato la scorsa estate è diventato realtà. Che emozione è stata per te questa promozione in serie A?
È stata un’emozione enorme, perché questa promozione ha davvero un sapore straordinario. Abbiamo affrontato un campionato durissimo, iniziato a fine settembre e segnato da otto turni infrasettimanali, arrivando a giocare una partita decisiva in un palazzetto con un calore incredibile del pubblico.
Quanto è stato importante il sostegno dei tifosi in una serata così delicata?
Tantissimo. Devo fare i complimenti ai nostri tifosi, perché nonostante la trasferta e il caldo si sono fatti sentire in modo forte. Hanno spinto i ragazzi a chiudere la partita e a non portare la serie a Gara 5 a Verona.
Hai mai vissuto una promozione conquistata lontano da casa?
Non ho ricordi di una promozione in trasferta, quindi per me è stato molto, molto bello. Vincere fuori casa, con 3.000 persone sportivamente contro di te, e vederle poi ammutolite, non è una cosa che capita tutti i giorni.
Questa squadra era stata costruita fin dall’inizio con un obiettivo preciso?
Sì, la squadra è stata costruita all’inizio dell’anno scorso proprio per trasformare un sogno in una realtà importante per Verona. Fin dall’inizio c’era la volontà di arrivare fin qui.
Nei momenti più complicati, cosa ha fatto la differenza nel percorso della squadra?
È stato bravissimo il direttore d’orchestra, che quando ha preso in mano la situazione, nel momento in cui qualcosa non stava andando bene, è riuscito pian piano, con le sue qualità tecniche e umane, a creare entusiasmo attorno a questi ragazzi.
Nei playoff avete mostrato un basket di altissimo livello. Quanto ti rende orgoglioso questo aspetto?
Moltissimo. Nei playoff abbiamo dimostrato, e i complimenti mi sono arrivati da tutta Italia, di aver espresso un basket di qualità, di alto livello. Per questo credo che il merito vada a tutte le persone che hanno ruotato attorno al progetto: ognuno ha messo il proprio contributo.
Adesso si guarda già al futuro. Cosa serve per consolidare questo risultato?
Ora spetterà alla società programmare, perché è chiaro che tutti noi, ma soprattutto la città e i tifosi, vorremmo una permanenza molto più lunga in questa categoria. Per il sottoscritto, in particolare, la pallacanestro è uno sport meraviglioso che adoro da più di 50 anni, quasi la mia seconda moglie: una Scaligera in serie A è perciò il massimo!
Un ultimo pensiero per chi ha condiviso questo cammino con voi?
Voglio dire grazie a questi ragazzi, che hanno mostrato con i fatti di che pasta sono fatti e hanno giocato per la città, per i nostri colori e per la maglia che indossavano. E grazie anche a voi giornalisti, che siete stati con noi fin dall’inizio: le critiche, quando c’erano, erano solo costruttive e ci hanno aiutato a migliorare tantissimo fino all’obiettivo della Serie A raggiunto ieri.





