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Smapiù Arena Volley: è Alice Trampus la terza new entry

02 Luglio 2026 · 12:59

La Smapiù Arena Volley si assicura il terzo rinforzo in vista del prossimo campionato di Serie A3: si tratta di Alice Trampus, schiacciatrice triestina classe 2004, alta 193 cm, atleta giovane ma già con un importante bagaglio di esperienze maturate nei campionati nazionali. Cresciuta nel Club Italia e reduce da quattro stagioni in Serie A2, Trampus arriva con entusiasmo e voglia di continuare il proprio percorso di crescita.
Alice Trampus ha vestito le maglie di Talmassons, Nuvolì Altafratte, Olbia e Altino Volley.
Un percorso che le ha permesso di confrontarsi con realtà diverse e acquisire esperienza in contesti competitivi.

Fuori dal campo è studentessa di economia aziendale, ama il mare e trascorrere il tempo libero con gli amici. Ora per lei si apre una nuova sfida alla Smapiù Arena, con l’obiettivo di continuare a crescere e dare il proprio contributo alla squadra.

Cosa vuol dire per una ragazza giovane lasciare i propri affetti per seguire il sogno di atleta?
Il Club Italia è stata un’esperienza fondamentale, anche se non semplice, soprattutto all’inizio. Lasciare casa e famiglia a 14 anni non è scontato. Ricordo che al primo rientro il distacco è stato molto forte e trovare il coraggio di ripartire non è stato immediato. Con il tempo però le cose sono cambiate: sono arrivata che dovevo ancora imparare molto e in tre anni sono cresciuta sia tecnicamente che come persona.

Che tipo di rapporti si creano con le compagne di squadra?
Nella pallavolo nascono legami davvero forti. Si condividono spazi, emozioni e obiettivi per tutto il giorno, e questo porta a creare amicizie intense anche in poco tempo. C’è una vera comunione di intenti, tutte unite verso lo stesso traguardo. L’aspetto più difficile è quando questi rapporti si interrompono da una stagione all’altra: i cambi di squadra possono essere bruschi, ma è importante riuscire a mantenere quei legami anche a distanza.

Qual è stata finora la gioia sportiva più grande?
Senza dubbio lo scudetto Under 18 vinto con San Donà. Sollevare la coppa è stata un’emozione fortissima, un momento che porto ancora dentro e che rappresenta uno dei ricordi più belli del mio percorso.

Quali sono le sensazioni che vivi tra allenamento e partita?
Entrare in palestra per allenarsi è sempre una scarica di energia, ma anche un modo per liberare la mente. La pallavolo è il mio sfogo. Nel pre gara invece cambia tutto: ascolto musica per caricarmi e ripasso mentalmente le situazioni preparate. Il riscaldamento è un momento che amo molto, perché si percepisce la concentrazione del gruppo e la determinazione negli occhi delle compagne. E poi c’è l’adrenalina della partita, l’urlo dopo un punto importante, che è qualcosa di unico.

Quali sono le tue caratteristiche tecniche?
Mi sento forte in attacco, a muro e nella battuta. So però di dover migliorare ancora nella fase di seconda linea. È un aspetto su cui sto lavorando con tranquillità, consapevole che c’è margine di crescita.

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