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Pasetto: “Adige Living sito ottimale per la nuova sede Fondazione Bentegodi”

07 Maggio 2026 · 9:43

Il maxi progetto di rigenerazione urbana dell’ex scalo ferroviario di Porta San Pancrazio rappresenta una delle trasformazioni più importanti per il futuro di Verona. Proprio per questo riteniamo fondamentale che l’intervento non si limiti esclusivamente ad edilizia, commercio e residenziale, ma sappia integrare anche funzioni sociali, educative e sportive capaci di creare valore duraturo per tutta la città.

Giorgio Pasetto presidente della Fondazione Bentegodi propone di valutare l’inserimento, all’interno del progetto “Adige Living”, di una nuova grande sede dedicata alla Fondazione Bentegodi, con uno spazio di circa 6.000/7.000 metri quadrati destinato a palestre, attività sportive, formazione motoria e benessere.
Un polo sportivo moderno e multifunzionale, inserito in un nuovo quartiere urbano, rappresenterebbe un elemento strategico capace di rendere l’intera area viva, frequentata e socialmente sostenibile durante tutto l’arco della giornata.

“Lo sport” – evidenzia Pasetto – “non deve essere considerato un elemento accessorio, ma una vera infrastruttura sociale. Significa salute, educazione, aggregazione, prevenzione e qualità della vita. In una città che cresce, anche gli spazi dedicati al movimento e alle associazioni devono crescere. Per questo crediamo possa aprirsi una collaborazione virtuosa tra pubblico e privato: da un lato la possibilità di inserire nel nuovo comparto uno spazio sportivo di eccellenza, dall’altro la possibilità per la cordata promotrice del progetto di contribuire anche alla riqualificazione e valorizzazione dell’area di Via Trainotti, oggi bisognosa di una visione di rilancio urbana e funzionale”.

Cocnlude il presidente di Fondazione Bentegodi: “L’obiettivo deve essere quello di costruire non soltanto nuovi edifici, ma nuovi pezzi di città realmente vivibili, moderni e pensati per le persone.
Verona ha bisogno di progetti ambiziosi, ma soprattutto di progetti che sappiano lasciare un’eredità urbana, sociale e culturale alle future generazioni”.

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