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Luca Hoelbling protagonista al Rally WRC Estonia 2026

12 Luglio 2026 · 7:07

(di Luca Tommasi)

A meno di una settimana dal via del Rally Estonia, in programma dal 16 al 19 luglio 2026, l’attesa inizia a farsi sentire. Tra i pochissimi privati iscritti alla tappa del Mondiale — e tra gli unici due piloti italiani al via — c’è il veronese Luca Hoelbling. Questa non è la classica intervista formale: ci siamo fatti raccontare la sua prossima avventura iridata in auto, a mezzanotte passata, mentre tornavamo insieme da un concerto degli Idles a Bologna. Una chiacchierata senza filtri per capire come si affronta una sfida di questo livello.

Luca, perché la scelta dell’Estonia e come vedi questa nuova esperienza nel Mondiale
L’Estonia l’abbiamo scelta perché non l’ho mai fatta; mi piace fare gare nuove ed esperienze diverse. In passato ho corso in Finlandia e in Svezia, gare che in parte le assomigliano per tipologia: parliamo di sterrati velocissimi, pieni di dossi e salti. Sono medie che da noi in Italia non esistono, spesso si superano i 120 km/h di media in prova speciale. Sarà dura farsi valere perché l’elenco iscritti è composto quasi interamente da professionisti che corrono stabilmente nel Mondiale, ma l’importante è l’esperienza. Andiamo su con umiltà, per fare il massimo.

Rispetto all’Italiano Terra, come cambia la preparazione e la gestione della gara a livello di chilometri?Il chilometraggio è circa il triplo: passiamo dai 100 chilometri delle gare italiane ai 300 chilometri del Mondiale, spalmati su tre giorni pieni di gara. La difficoltà maggiore sta nel non conoscere la strada. Nel Mondiale si fanno solo due passaggi di ricognizione per prova, contro i tre a cui siamo abituati in Italia. Vedendo così tanta strada tutta di corsa, alla fine ti resta poco in testa. Diventa fondamentale trovare un passo buono senza rischiare il disastro, soprattutto perché su quelle strade, a quelle velocità e con tutti quei dossi che non ti fanno leggere la traiettoria, sbagliare un punto di frenata è facilissimo.

Partecipare ad un rally di questo tipo, senza riferimenti storici, è una bella sfida. Avete già una base di partenza per il setup della macchina?
Partiremo completamente da zero. Sarà il primo Rally Estonia anche per il mio team (MS Munaretto), e in ogni caso il setup cambia da pilota a pilota. Avremo un breve test di circa 30 chilometri prima della gara per cercare di trovare subito la quadra e mettere giù una vettura facile da guidare. Vedremo in corso d’opera.

In un contesto simile, il ruolo del navigatore (per l’occasione sarà Federico “Fiore” Fiorini n.d.r.) diventa vitale. Come funziona il tuo sistema “A e D” (*)?
Io non uso il classico ‘Sinistra 5’ o ‘Destra 3’. Uso le lettere: dico prima il numero e poi la lettera, ad esempio ‘5 A’ o ‘3 D’. ‘A’ sta per sinistra e ‘D’ per destra. Il motivo è semplice: la curva la vedi, il 95% delle volte capisci dove volta. Dire prima il numero mi serve per memorizzare subito il raggio della curva e preparare la marcia corretta. Inoltre, ‘A’ e ‘D’ sono foneticamente molto più corti di ‘sinistra’ e ‘destra’. In certe sequenze veloci il navigatore deve parlare tantissimo e il pilota deve metabolizzare le informazioni all’istante: più la nota è immediata, meglio è.

Questo round sulle velocissime strade sterrate estoni è solo l’antipasto. Al suo rientro Luca Hoelbling ci racconterà l’esperienza a caldo.
E sui prossimi numeri di SportdiPiù Magazine continueremo a viaggiare nell’universo delle corse con nuove interviste ai piloti, approfondimenti sulle scuderie e focus sulle realtà locali. Insomma, un racconto del motorsport a 360°, passo dopo passo.

(*) Nel rally il pilota non conosce la strada a memoria a differenza della pista. Si utilizzano le note per sapere esattamente cosa sta succedendo davanti a te in tempo reale. Per quello serve il navigatore. lI navigatore chiama le note dettate dal pilota durante le ricognizioni, trascritte su un quadernino. In gara il navigatore legge quelle note al pilota che in quel modo sa come interpretare la curva successiva.  In genere molto piloti usano Destra o Sinistra, Luca Hoebling invece usa D per destra, A per sinistra.   Il numero invece serve ad indicare il raggio della curva. Per capire il tipo di curva si deve immaginare il quadrante di un orologio e le sue lancette. Il numero esempio 1D é un angolo molto stretto quasi a gomito mentre 6D è un accenno. E così via.

(Foto Skyworker)

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