(di Alberto Cristani)
Non si attenua l’eco della clamorosa decisione della presidente Raffaella Vittadello di dire basta e chiudere, a fine stagione, il progetto Verona Rugby.
Una decisione che, come si legge nella nota ufficiale diffusa dalla società, “non arriva all’improvviso, né a cuor leggero: arriva dopo anni di lavoro, di impegno quotidiano, di tentativi concreti di costruire qualcosa di diverso nel panorama rugbistico italiano“.
La nota prosegue: “In questi anni abbiamo investito energie, professionalità e visione. Abbiamo costruito un ambiente serio, esigente, formativo. Abbiamo lavorato per essere un club virtuoso, non solo nei risultati ma nel metodo: nella struttura, nell’organizzazione, nello staff, nella cura del percorso dei giovani verso la prima squadra”.
Un messaggio ai vertici del rugby italiano
È chiaro che i destinatario del messaggio sono i vertici del rugby italiano, accusati di non aver colto né sostenuto un progetto che puntava sì ai risultati e all’ingresso nell’élite del rugby nazionale, ma che soprattutto si poneva l’obiettivo di diffondere il rugby e lavorare con serietà e competenza sui giovani.
La chiusura della nota stampa, di fatto, fuga ogni dubbio: “Spero davvero che questa scelta possa diventare un segnale, un impulso a cambiare, un invito a riflettere su quale rugby vogliamo costruire per i giovani e su quanto spazio siamo davvero disposti a dare a progetti fondati sul lavoro, sulle competenze e sul merito“.
La FIR è davvero vicina ai club?
Nasce quindi spontanea una domanda: la Federazione Italiana Rugby è davvero vicina ai club, li supporta e valorizza le loro attività, soprattutto a livello giovanile, oppure è focalizzata quasi esclusivamente sulla Nazionale e sul Sei Nazioni? Se poi guardiamo a quanto accaduto a Colorno (élite) e a Noceto (Serie A), i dubbi aumentano.
VITTADELLO DICE STOP: FINISCE IL PROGETTO VERONA RUGBY
Nove anni di investimenti, pochi ritorni
Dal 2016 Raffaella Vittadello ha investito tempo, passione, risorse e molto denaro per creare qualcosa di nuovo, per dare nuovo impulso al rugby veronese, raccogliendo obiettivamente poco in cambio.
Certo, l’aver ospitato al Payanini Center i ritiri di importanti Nazionali e i Mondiali Under 20 ha garantito visibilità, ma si è trattato di lampi nel buio.
Non si è mai percepita una vera collaborazione strutturata con i vertici del rugby italiano e, ad essere sinceri, nemmeno con il resto del rugby veronese, che non ha mai riconosciuto Verona Rugby come possibile capofila del movimento cittadino.
Insomma, tra Verona Rugby, Verona sportiva e Verona città (istituzionale) non è mai scoccata la scintilla.
Raffaella Vittadello, e lo scrivo con massimo rispetto, non è un’interlocutrice “facile”: carattere forte, accentratrice, risoluta e, al tempo stesso, schiva e di poche parole.
Ma si può davvero farle una colpa di questo, dopo che ha investito milioni di euro di tasca propria ricevendo, nella migliore delle ipotesi, solo strette di mano e qualche (pochi) titolo sui giornali?
Il futuro del Payanini Center: e se ci fosse l’Hellas Verona
Dentro questo tourbillon, e al netto delle difficoltà incontrate in questi nove anni di attività, sorge però un’altra domanda: e se Raffaella Vittadello avesse deciso di vendere il Payanini Center alla Presidio Investor?
Nel 2021, è noto, Maurizio Setti, allora presidente e proprietario dell’Hellas Verona, presentò un’offerta per acquistare la casa del Verona Rugby. L’affare però non andò in porto, pare per una proposta ritenuta non all’altezza. E se oggi l’offerta giusta fosse arrivata da Zanzi?
Per l’Hellas Verona il Payanini Center rappresenterebbe la soluzione a molti problemi: la prima squadra potrebbe finalmente tornare ad allenarsi in città e il settore giovanile, dopo il flop del Bottagisio, troverebbe un punto logistico ideale.
Per Presidio Investor acquistare il Payanini Center sarebbe inoltre un segnale sarebbe forte: un investimento importante per consolidare il legame con Verona città (e con l’Hellas Verona), anche in ottica di una eventuale costruzione del nuovo stadio.
Nei prossimi mesi, forse già nelle prossime settimane, si potrà avere qualche informazione in più.





