Lo sport non è solo record, medaglie e competizione. A volte è anche una scelta di vita, un atto di coraggio, una presa di posizione contro l’ingiustizia. È questo il messaggio al centro della mostra fotografica I Giusti nello Sport, ospitata a Casa Verona, all’Arsenale di Verona, dal 14 febbraio all’8 marzo 2026, in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano Cortina.
Club Inner Wheel Verona Bee Lab, si è adoperato affinchè la mostra arrivasse a Verona. L’iniziativa è infatti legata all’ HORTUS dei Giusti di Verona, progetto che si è sviluppato sempre grazie a Club Inner Wheel Verona Bee Lab.
La mostra racconta le storie di atleti e atlete che, in epoche e contesti diversi, hanno rischiato la propria libertà – e in alcuni casi la vita – per difendere valori fondamentali come inclusione, rispetto e solidarietà, principi sanciti anche dalla Carta Olimpica. Uomini e donne che hanno scelto di “schierarsi dalla parte del Bene”, dimostrando che lo sport può essere un potente strumento di cambiamento sociale.
Tra i protagonisti spicca Antonio Maglio, neurologo italiano che nel 1960 contribuì alla nascita delle prime Paralimpiadi, utilizzando lo sport come terapia per l’inclusione delle persone con disabilità. C’è poi l’immagine simbolo del podio dei 200 metri alle Olimpiadi di Città del Messico del 1968, con Tommie Smith e John Carlos che alzano il pugno contro il razzismo, sostenuti dall’australiano Peter Norman.
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Le storie attraversano anche i momenti più drammatici del Novecento, come quelle di Ettore Castiglioni, alpinista e partigiano che salvò numerosi perseguitati durante la Seconda guerra mondiale, e Bronisław Czech, sciatore polacco morto ad Auschwitz per la sua attività nella Resistenza. Più recente è la testimonianza di Yusra Mardini, nuotatrice siriana che salvò dei migranti in mare e oggi è simbolo di speranza e integrazione.
La mostra è realizzata da Fondazione Gariwo, da anni impegnata nella diffusione della “memoria del Bene”, ed è curata dal fotografo Gabriele Stabile, che attraverso collage e stratificazioni visive costruisce una narrazione intensa e suggestiva. Casa Verona diventa così uno spazio di incontro tra sport, cultura e memoria, ricordandoci che lo sport, prima ancora di essere una gara, è un linguaggio universale capace di unire i popoli e ispirare scelte giuste.





