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Stati generali dello sci, Flavio Roda (FISI): “Obiettivo infrastrutture”

13 Ottobre 2025 · 7:20

Il Festival dello Sport di Trento ha il sapore della neve e delle grandi imprese. Al Palazzo della Regione si sono tenuti gli Stati Generali dello Sci, un incontro che ha riunito i protagonisti della montagna per fare il punto sul presente e sul futuro delle discipline invernali italiane.

Sul palco, il presidente della FISI Flavio Roda è stato affiancato da due leggende dello sci azzurro, Deborah Compagnoni e Gustav Thöni, insieme a Bruno Felicetti, direttore delle funivie di Madonna di Campiglio e rappresentante della Val di Fiemme, e Rainer Senoner, presidente del Saslong Classic Club per la Val Gardena.

Al centro del dibattito, le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, viste non solo come appuntamento sportivo, ma come opportunità di crescita per i territori e di rilancio per tutto il sistema neve italiano. Roda ha sottolineato come i Giochi rappresentino un’occasione per valorizzare aree già fortemente legate agli sport invernali, evidenziando l’importanza di investire su impianti e infrastrutture che restino attive anche dopo l’evento.

Ha ricordato, in particolare, il rinnovamento della pista di Cortina e i miglioramenti apportati ad Anterselva, Lago di Tesero e Predazzo, considerati punti di riferimento per lo sci di fondo e il biathlon. “Gli investimenti non servono solo per le Olimpiadi – ha spiegato – ma per dare continuità e forza all’intero movimento”.

Il presidente FISI ha posto l’accento anche sulla legacy olimpica, cioè l’eredità che Milano-Cortina lascerà alle nuove generazioni. Un’eredità che, secondo Roda, dovrà riguardare soprattutto gli sport cosiddetti “minori”, spesso oscurati mediaticamente ma fondamentali per la vitalità dei territori. Ha ricordato come la FISI includa ben undici discipline olimpiche, pari al 75% di quelle presenti ai Giochi, e come lo sci alpino debba continuare a trainare il sistema, sostenendo al contempo fondo, biathlon e altre specialità emergenti.

Deborah Compagnoni, tre volte campionessa olimpica, ha messo l’accento sulla qualità e sulla competenza tecnica delle località italiane, convinta che il nostro Paese saprà offrire un’edizione impeccabile dei Giochi. Per lei, Milano-Cortina sarà soprattutto un volano per il futuro, capace di rilanciare il turismo e di lasciare opere utili anche oltre lo sport. Ha ricordato come, già con i Mondiali di Bormio e Santa Caterina del 1985, gli investimenti infrastrutturali abbiano avuto un effetto duraturo sul territorio.

L’ex campionessa ha poi richiamato i valori della montagna, parte integrante della sua storia personale. Ha ricordato l’importanza del rispetto per l’ambiente e per i luoghi che l’hanno formata, sottolineando come le Olimpiadi italiane, proprio come quelle di Lillehammer nel 1994, abbiano un’anima “umana”, vicina ai territori e alle persone che li vivono ogni giorno.

A portare la prospettiva delle località, Bruno Felicetti e Rainer Senoner hanno parlato di come i Giochi rappresentino anche una sfida organizzativa e un’occasione per attrarre nuove energie. In Val di Fiemme, dove si lavora da decenni per eventi di livello mondiale come la Marcialonga, si punta a rinnovare strutture e competenze, coinvolgendo anche le nuove generazioni di volontari e tecnici. “Le Olimpiadi – ha ricordato Felicetti – sono una tappa importante, ma il vero obiettivo è far sì che, una volta spenti i riflettori, restino entusiasmo, lavoro e opportunità per il futuro”.

Anche Gustav Thöni, simbolo dello sci azzurro degli anni Settanta, ha voluto lasciare un messaggio semplice ma significativo: gli atleti italiani conoscono bene le piste e avranno tutte le condizioni per esprimersi al meglio. Un augurio, il suo, che racchiude l’essenza dello sport alpino: la preparazione, la conoscenza del terreno e la forza mentale per affrontare ogni discesa.

A chiudere l’incontro, Roda ha lanciato una riflessione sul rapporto tra giovani e sport agonistico, invitando a ridurre la pressione e a rispettare i tempi di crescita. “Viviamo in una società che vuole tutto subito – ha osservato – ma nello sport la fretta può bruciare i talenti. Servono pazienza, equilibrio e la capacità di accompagnare i ragazzi in un percorso graduale”.

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