Mancano poco più di cento giorni all’inizio di Milano-Cortina 2026, le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali che riporteranno i cinque cerchi nel nostro Paese a vent’anni da Torino 2006. Il tema scelto dal Festival dello Sport di Trento, Adrenalina pura, si è rivelato perfetto per l’occasione: sul palco del Teatro Sociale si sono alternati i protagonisti del comitato organizzatore, gli atleti e i volti simbolo di un evento che unisce storia, territorio e futuro.
L’ex presidente del CONI e numero uno della Fondazione Milano Cortina, Giovanni Malagò, ha ricordato la strada percorsa dal 2019, anno dell’assegnazione ufficiale dei Giochi: un percorso non privo di ostacoli — dalla pandemia all’aumento dei costi legato all’inflazione e ai conflitti internazionali — ma affrontato “con la determinazione di chi sa che ogni giorno conta”.

A fianco di Malagò, l’amministratore delegato della Fondazione Milano Cortina 2026, Andrea Varnier, nella foto qui sopra, ha sottolineato la particolarità del modello Milano-Cortina: un’Olimpiade “diffusa”, che si adatta ai territori invece di trasformarli. “Non costruiamo nuovi impianti dove non servono – ha spiegato – ma valorizziamo quelli esistenti, rendendoli più moderni e sostenibili. È un modello che già guarda al futuro, e che sarà replicato anche dai prossimi Giochi sulle Alpi francesi”.
Tra gli ospiti anche Carolina Kostner, oggi ambassador del progetto, che ha parlato con l’entusiasmo di chi ha vissuto i cinque cerchi da protagonista: “Il fuoco olimpico è un simbolo di eccellenza, ma anche di amicizia e rispetto reciproco. Sarà emozionante portarlo di nuovo in Italia”. Il viaggio della torcia partirà il 6 dicembre 2025, attraverserà il Paese per due mesi e coinvolgerà 10.000 portatori, tra atleti e cittadini comuni.
I numeri raccontano l’attesa: oltre 180.000 candidature di volontari, un entusiasmo che ha superato ogni previsione. Di questi, 18.000 saranno selezionati per affiancare l’organizzazione durante Olimpiadi e Paralimpiadi, incarnando quello spirito di accoglienza che da sempre contraddistingue l’Italia. Un segnale importante, osserva Varnier, anche per le nuove generazioni: “La media d’età di chi si è candidato o ha acquistato un biglietto è sorprendentemente bassa. È la dimostrazione che lo sport continua a ispirare i giovani”.
Un’eredità che passa anche attraverso i progetti educativi e le scuole, dove la stessa Kostner incontra studenti e docenti per trasmettere i valori olimpici. “In un’epoca in cui la realtà virtuale spesso prende il sopravvento, lo sport – ha raccontato – è ciò che riesce ancora a far ritrovare il contatto con il mondo reale”.
Milano-Cortina 2026 sarà quindi non solo un evento sportivo, ma un racconto collettivo del Paese. Un progetto che, come ricorda Malagò, “vive della collaborazione tra istituzioni, territori, aziende e cittadini”. Guardando avanti, l’obiettivo è chiaro: lasciare un’eredità duratura fatta di impianti efficienti, turismo sostenibile e una nuova cultura sportiva. Perché, come ha ricordato Malagò in chiusura, “i Giochi non sono solo due settimane di gare, ma un’opportunità per unire il Paese e ispirare chi verrà dopo di noi”.





