Calcio

Gravina passa al contrattacco e pubblica la relazione sulle riforme del calcio italiano

09 Aprile 2026 · 7:27

Il presidente federale dimissionario, Gabriele Gravina, ha reso pubblico il documento sullo stato di salute del calcio italiano: “Necessario fare chiarezza su competenze e responsabilità. Troppe falsità alimentano una caccia ai colpevoli fine a se stessa”.

Il contesto: le dimissioni e lo scontro con la politica

A una settimana dalla sconfitta ai rigori contro la Bosnia — che è costata all’Italia l’esclusione dai Mondiali 2026 — Gabriele Gravina risponde alle critiche feroci provenienti dal mondo sportivo e politico. Attraverso un lungo documento, l’ex numero uno della FIGC chiarisce i motivi della sua scelta e attacca la gestione del dibattito istituzionale.

“Il giorno seguente la mancata qualificazione,” scrive Gravina, “la VII Commissione della Camera aveva chiesto la mia disponibilità per un’audizione. Un confronto che auspicavo, ma che è stato cancellato improvvisamente non appena ho rassegnato le dimissioni, come se i problemi del calcio fossero scomparsi con la mia uscita di scena.”

“Soluzioni in tasca e verità distorte”

Gravina sottolinea come la decisione di pubblicare la relazione nasca dalla volontà di non sottrarsi al dibattito:

“Spero che questo testo sia di stimolo per chi ritiene di avere la ‘soluzione in tasca’. Se vogliamo il bene del calcio, dobbiamo distinguere tra le competenze della Federazione, delle Leghe (quindi dei club) e delle istituzioni. Troppe imprecisioni e vere e proprie falsità circolano oggi, creando convinzioni errate che impediscono di trovare soluzioni reali.”

Le 10 proposte per rifondare il calcio italiano

All’interno della relazione, Gravina individua dieci punti chiave per il rilancio del movimento:

  1. Diritto alla scommessa: Destinare una percentuale del gettito delle scommesse sportive al calcio, per finanziare impianti e settori giovanili.
  2. Credito d’imposta: Introdurre un tax credit (sul modello dell’industria cinematografica) per chi investe su giovani calciatori under-23 selezionabili per le Nazionali.
  3. Riforma del regime fiscale: Ripristinare le agevolazioni per i professionisti provenienti dall’estero (ex Decreto Crescita) per mantenere la competitività dei club italiani.
  4. Sponsorizzazioni Betting: Abolire il divieto di pubblicità per gli operatori di scommesse (introdotto dal Decreto Dignità), misura ritenuta inefficace e penalizzante.
  5. Ammodernamento stadi: Misure straordinarie per la costruzione di nuovi impianti, accelerando in vista di UEFA Euro 2032.
  6. Status di ‘Impresa Sociale’: Consentire alle Federazioni di reinvestire gli utili commerciali in attività sociali attraverso la detassazione.
  7. Calcio Femminile: Rifinanziamento dei contributi per sostenere il professionismo femminile.
  8. Rilancio Tecnico Giovanile: Un progetto (affidato a Maurizio Viscidi) per rimettere la tecnica individuale al centro della formazione, riducendo l’esasperazione tattica nei bambini.
  9. Riforma dei Campionati: Riorganizzazione di Serie A, B, C e D, attualmente bloccata dal mancato accordo tra le diverse leghe.
  10. Riforma degli Arbitri: Due opzioni sul tavolo: la creazione di una società esterna per la gestione dei professionisti di vertice, o una profonda revisione interna all’AIA con separazione tra gestione politica e tecnica.

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