Ci sarebbe da scrivere tanto e probabilmente si scriverà troppo. Perché Osvaldo Bagnoli, è inutile girarci tanto intorno, è stato l’uomo che ha scritto pagine di sport indimenticabili e irripetibili, a Verona e non solo.
Oggi, venerdì 17 luglio 2026, all’età di 91 anni, il Mister (la maiuscola non è casuale…) ci ha lasciato.
Bagnoli non aveva il carisma ‘invadente’ dei grandi allenatori da copertina e non parlava con frasi fatte buone per i giornali. Il suo calcio era semplice e profondo, costruito su equilibrio e armonia tra persone prima che tra giocatori.
Le sue squadre lavoravano lontano dai riflettori. Come piaceva a lui.
Rifuggiva delle luci e della ribalta, dal rumore, dal protagonismo e da tutto quello che non serviva al campo e allo spogliatoio.
In quella sua capacità di sparire un po’ c’era tutta la sua enorme grandezza e la sua dolce malinconica.
Ecco perché scrivere di Mister Bagnoli è difficilmente facile e facilmente difficile.
I suoi Verona – in primis, ovviamente, quello dello scudetto – hanno lasciato un’impronta indelebile nel calcio veronese, un calcio che ha visto vincere uomini, amici-fratelli che giocavano per vincere e far felice Osvaldo.
In questo giorno triste per la città di Verona sarebbe bello che Bagnoli venisse ricordato seguendo il suo stile ovvero con poche parole e zero ovvietà.
Purtroppo non sarà così: per molti sarà troppo ghiotta l’occasione di rispolverare risultati, classifiche, aneddoti e vecchi ricordi per acchiappare click o vendere qualche copia in più.
Per quanto mi riguarda mi fermo qui: andare oltre sarebbe stucchevole.
Un abbraccio sincero va alla sua famiglia e a tutti gli uomini che hanno avuto il privilegio di essere allenati, di aver giocato e di aver vissuto con lui.
Chiudo con le ultime parole che l’Hellas Verona ha scritto alla fine del messaggio di saluto a lui dedicato: “Sei il più Grande di tutti. E ci manchi già, Osvaldo”.





