Calcio

Bentegodi terra di conquista: il Bologna rinasce, l’Hellas sprofonda

16 Gennaio 2026 · 15:15

Il Bentegodi affonda nell’ennesima serata da incubo. Il Bologna, reduce da quasi due mesi senza vittorie, trova tre punti vitali contro un Verona che ormai sembra una vittima designata. L’ennesima disfatta casalinga (otto gare consecutive al Bentegodi con gol subiti) condanna gli scaligeri all’ultimo posto in classifica a pari merito con il Pisa, con 13 punti che gridano Serie B. Senza interventi immediati sul mercato e senza una reazione d’orgoglio già dalla trasferta di Cremona, per l’Hellas la permanenza nella massima serie rischia di diventare una chimera.

Il disastro difensivo: 21 minuti di follia

Dopo il vantaggio di Orban al 13′, firmato da una bella cavalcata di Bernede, il Verona si è semplicemente sciolto. In ventuno minuti, la difesa gialloblù ha regalato tre gol al Bologna con errori da categoria inferiore. Orsolini (21′), Odgaard (29′) e Castro (44′) hanno punito con facilità disarmante una retroguardia allo sbando. Tre gol uno più bello dell’altro, certo, ma soprattutto tre gol figli di praterie concesse e marcature inesistenti. Il Bologna ha fatto il suo dovere sfruttando gli spazi, nulla di più.

Troppo poco, troppo tardi

Zanetti prova a scuotere i suoi con tre cambi nei primi dieci minuti della ripresa, passando al 3-4-3. Il gol al 71′ (autorete di Freuler) riapre momentaneamente la partita, ma è solo un’illusione. Al 77′ arriva la chance più clamorosa con Sarr solo davanti a Ravaglia, ma il portiere rossoblù si supera. È l’ennesima occasione sprecata di una stagione maledetta. Il Bologna festeggia, l’Hellas piange, il Bentegodi fischia. Sipario.

HELLAS VERONA-BOLOGNA 2-3
Rete. 13′ Orban, 21′ Orsolini, 29′ Odgaard, 44′ Castro, 71′ Freuler (AU)
HELLAS VERONA (3-5-2): Montipò; Nunez (dal 46′ Slotsager), Nelsson, Valentini; Niasse (dal 77′ Fallou), Serdar (dal 52′ Giovane), Al Musrati (dal 52′ Gagliardini), Bernede, Bradaric; Sarr (dall’82’ Mosquera), Orban
A disposizione: Perilli, Toniolo, Oyegoke, Harroui, Ebosse, Isaac
Allenatore: Paolo Zanetti
BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Holm (dal 79′ Zortea), Heggem, Vitik, Miranda; Freuler, Pobega (dal 66′ Moro); Orsolini (dal 90′ Fabbian), Odgaard (dal 79′ Ferguson), Dominguez; Castro (dal 65′ Immobile)
A disposizione: Skorupski, Pessina, Casale, Ferguson, Lykogiannis, Dallinga, De Silvestri, Sulemana
Allenatore: Vincenzo Italiano
Arbitro: Maurizio Mariani (Sez. AIA di Aprilia)
Assistenti: Daniele Bindoni (Sez. AIA di Venezia), Stefano Alassio (Sez. AIA di Imperia)
Note. Ammoniti: 12′ Nunez, 42′ Vitik, 59′ Orsolini. Spettatori: 17.585

I numeri della crisi: una squadra da retrocessione

13 punti in 20 partite. Ultimo posto in classifica. Solo 2 vittorie stagionali (addirittura solo 2 vittorie da gennaio 2025 a gennaio 2026 al Bentegodi, un dato da pelle d’oca!). Appena 6 punti conquistati al Bentegodi, trasformato da fortino a colabrodo. Otto partite consecutive in casa con gol subiti. I numeri non mentono: questa è una squadra da Serie B.

La difesa è un disastro totale: Montipò non sembra mai in grado di fare una parata salva-partita (un portiere bravo deve fare anche questo), Nunez inguardabile, sostituito all’intervallo dopo una prestazione horror, Valentini in costante affanno, Nelsson che non riesce più a guidare un reparto che fino a qualche settimana fa era la sua orchestra. A centrocampo Bernede è l’unico a salvarsi insieme ad un (appena) sufficiente Gagliardini. In attacco Orban bene, Sarr malissimo (si è divorato il pareggio calciando su Ravaglia…), Giovane ectoplasma.

La questione Zanetti e l’urgenza del mercato

Le sue scelte di Paolo Zanetti continuano a non pagare: la difesa a tre è un buco nero che inghiotte ogni ambizione, i cambi arrivano sempre troppo tardi, la squadra non ha identità né carattere. Se poi ci aggiungiamo gli infortuni di alcuni dei giocatori più in forma come Bella-Kotchap, Belghali (comunicato all’ultimo secondo…) e Frese, beh, il quadro è completo.
Sarebbe però troppo facile scaricare tutto sull’allenatore (che ha, lo ripetiamo, grosse lacune nella gestione tecnico e tattica della squadra) quando la rosa ha evidenti lacune strutturali.
La società deve intervenire immediatamente sul mercato. Servono rinforzi di spessore: un difensore centrale che sappia organizzare il reparto (Nelsson sembra ‘sconnesso’), un centrocampista di qualità che dia equilibrio e rapidità (quanto manca Suslov!), un esterno che possa sostituire degnamente Belghali e un attaccante che faccia coppia (e gol) con Orban (Sarr si conferma uno dei peggiori investimenti degli ultimi anni, al pari dei ‘bomberini’ Lasagna e Stepinski mentre il buon Giovane da quando ha iniziato ad essere corteggiato (ma poi, da chi?) sembra essere entrato in modalità risparmio energetico (con tanto di salvaschermo attivo).
E comunque, se una reazione d’orgoglio da parte dei giocatori, anche il mercato potrebbe non essere sufficiente a raddrizzare una situazione al limite dell’irrecuperabile.

Cremona: ultima chiamata

La trasferta di Cremona, prossimo impegno degli scaligeri, assume i contorni di un autentico spareggio salvezza. Non ci sono più scuse, non c’è più tempo. Zanetti deve trovare la quadra tattica definitiva, i giocatori devono tirare fuori gli attributi e la società deve accelerare sul mercato. Altrimenti in Via Belgio possono già iniziare a pianificare la prossima stagione in Serie B.
Il Verona sta affondando: la matematica non è ancora impietosa, ma i segnali sono chiarissimi: o si torna da Cremona con punti (tre sarebbe fondamentale) o da qui al 24 maggio sarà una lunga agonia.

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