(di Bruno Mostaffi)
Il ciclismo veronese è in salute: numeri importanti nei Giovanissimi, impianti di livello e una tradizione forte convivono con le difficoltà della strada, dove la sicurezza resta il tema più delicato. Il presidente del Comitato provinciale, Diego Zoccatelli, fotografa un movimento vivace, ricco di opportunità ma anche di criticità, tra pista, BMX, mountain bike e l’esigenza di far crescere i giovani in un ambiente più protetto e strutturato.

Presidente Zoccatelli, come sta oggi il ciclismo veronese?
Non possiamo lamentarci. Verona è una delle province che, a livello nazionale, riesce a fornire più “prodotti” non solo nel ciclismo su strada, ma anche nella BMX, nella mountain bike e nell’attività su pista. Abbiamo un movimento molto vivace e completo, che copre praticamente tutte le specialità delle due ruote.
Quali sono i punti di forza principali dal punto di vista degli impianti?
Siamo davvero fortunati. In provincia ci sono tre piste di BMX, un unicum a livello italiano, e poi il velodromo San Lorenzo di Pescantina, una struttura storica che oggi avrebbe bisogno di una seria riqualificazione. Lo gestiamo tramite il Comitato di gestione Pista Pescantina e il nostro sogno è sistemarlo prima della fine del mandato: sarebbe un regalo al movimento e al territorio, perché da quel velodromo sono passati atleti importanti.
In Italia i velodromi non sono molti. Che ruolo hanno per il movimento giovanile?
Sono fondamentali. In tutto il Paese i velodromi non sono tantissimi e di coperto ce n’è solo uno, a Montichiari, con un altro in costruzione a Treviso. Le piste all’aperto restano però il cuore dell’attività giovanile: se non investiamo lì, non possiamo pretendere di puntare alle medaglie olimpiche, perché è da quelle strutture che nasce la base dei campioni del futuro.
Com’è la situazione del movimento giovanile a Verona?
I numeri sono molto confortanti. Nella categoria Giovanissimi, dai 7 ai 12 anni, siamo la provincia con il maggior numero di tesserati in Italia per la Federciclismo, più di piazze storiche come Bergamo, Treviso o Padova. Il segreto è la distribuzione su più discipline: squadre di BMX, tante società di mountain bike e fuoristrada hanno allargato moltissimo la base dei praticanti.
Eppure, non sempre si percepisce questa eccellenza…
È vero, forse non siamo abbastanza bravi a comunicare che qui esistono realtà e discipline di livello nazionale. Chi vive il territorio lo sa: il mondo delle due ruote piace molto ai bambini. Il problema arriva dopo, quando si tratta di accompagnarli in un percorso di crescita e trovare sbocchi adeguati.





